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pubblicato il 9 aprile 2020 in aria

Emissioni di CO2: stime sull’andamento nel primo trimestre 2020

Le restrizioni alla mobilità in tutta Italia dovute all’epidemia di Covid-19 hanno portato, secondo i dati rilevati dall’Istituto superiore per la Protezione e la Ricerca ambientale (ISPRA), a una riduzione delle emissioni di gas serra a livello nazionale nei primi tre mesi dell’anno. Pur trattandosi di dati ancora da confermare, la stima è che nel primo trimestre del 2020 le emissioni saranno inferiori del 5-7% rispetto a quelle dello stesso trimestre del 2019.

Tali riduzioni sono dovute principalmente alla chiusura delle industrie, alla riduzione dei trasporti in ambito urbano, e al settore del riscaldamento, i cui consumi si sono ridotti a seguito della chiusura parziale o totale degli edifici pubblici e di alcune aziende. In particolare, il calo è addebitabile alla riduzione delle emissioni per la produzione di energia elettrica (-4,0%) e alla riduzione dei consumi energetici anche negli altri settori, industria (-3,7%), trasporti (-0,6%) e riscaldamento (-1,8%).

ISPRA fa presente che questa riduzione non contribuisce alla soluzione del problema dei cambiamenti climatici, che ha invece necessità di modifiche strutturali, tecnologiche e comportamentali che riducano al minimo le emissioni di gas serra nel medio e lungo periodo. Il riscaldamento dell’atmosfera, infatti, non dipende delle emissioni di gas serra in un singolo anno, ma dalle concentrazioni di gas serra presenti nell’atmosfera, che hanno un effetto radiativo – ovvero alterano il bilancio tra energia entrante ed energia uscente nel sistema Terra-atmosfera. La permanenza di una sostanza inquinante nell’atmosfera dipende dalla sua stabilità, cioè dal rapporto fra i processi di produzione e rimozione della sostanza stessa. E la CO2, il principale gas serra, ha una lunga permanenza nell’atmosfera perciò nel lungo periodo il riscaldamento globale dipende dall’andamento cumulato delle emissioni globali.

 
 
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