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pubblicato il 10 marzo 2020 in la vita

Plastica negli anfipodi della Fossa delle Marianne

E’ stata recentemente scoperta una nuova specie di anfipode nelle profondità della Fossa delle Marianne, che, con i suoi quasi 11mila metri di profondità, uno dei luoghi più remoti e misteriosi del pianeta. In questa depressione oceanica, situata nell’oceano Pacifico, abitano organismi che sono riusciti ad adattarsi alle estreme condizioni ambientali, molti dei quali ancora sconosciuti, come l’anfipode appena scoperto. Ciò che ha colpito i ricercatori è l’aver trovato nell’intestino di questa creatura, lunga circa cinque centimetri e dall’aspetto vagamente simile a un gamberetto, tracce di polietilene tereftalato, noto come PET, resina plastica utilizzata, per realizzare per esempio le bottiglie per acqua e bevande.

Crediti: WWF

Proprio la contaminazione da plastica ha influenzato la scelta del nome. La nuova specie è stata battezzata Eurythenes plasticus ed è stata descritta nello studio New species of Eurythenes from hadal depths of the Mariana Trench, Pacific Ocean (Crustacea: Amphipoda), pubblicato su Zootaxa da un team di ricercatori della School of natural and environmental sciences dell’università di Newcastle e supportato dal Wwf.
“La specie appena scoperta, Eurythenes plasticus, ci mostra quanto siano gravi gli effetti della gestione inadeguata dei rifiuti di plastica” – ha dichiarato Isabella Pratesi, direttore Conservazione di Wwf Italia. “Specie che vivono nei luoghi più profondi e remoti della Terra hanno già ingerito plastica prima ancora di essere conosciute dall’umanità. La plastica è nell’aria che respiriamo, nell’acqua che beviamo e anche negli animali che vivono lontano dalla civiltà umana”.

Per approfondire
Anni di plastica
Oceani di plastica

 
 
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