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pubblicato il 4 dicembre 2019 in aria

Stato del Clima, ecco i dati dell’Organizzazione metereologica mondiale

“Non siamo in alcun modo sulla buona strada”, queste sono le parole di Petteri Taalas, segretario generale dell’Organizzazione meteorologica mondiale (WMO, Word Meteorological Organization) a commento degli ultimi dati climatici del 2019. L’Organizzazione ha colto l’occasione della COP 25 di Madrid per pubblicare la versione provvisoria della Dichiarazione sullo Stato del Clima Globale, in cui viene presentato un decennio segnato da eccezionali aumenti di calore, dalla ritirata dei ghiacci e da una crescita senza precedenti del livello del mare. Le emissioni di anidride carbonica continuano a crescere: nel 2018 la CO2 ha raggiunto quota 407,8 parti per milione (ppm) e nel 2019 non vi è nessun segno di senso contrario (il dato definitivo verrà indicato a fine anno). L’aumento delle emissioni alimenta di anno in anno il riscaldamento globale e tutta una serie di effetti climatici a cascata.
Per quanto riguarda le temperature, secondo gli esperti della WMO il 2019 dovrebbe essere al secondo o terzo posto nella classifica degli anni più caldi mai registrati. Primo indiscusso rimane invece il 2016, iniziato con un episodio insolitamente forte di El Niño. La maggior parte del Pianeta ha registrato temperature più alte rispetto la media recente, specialmente Sud America, Europa, Africa, Asia e Oceania.
Particolare preoccupazione la desta l’intensificarsi dei fenomeni meteorologici estremi, in particolare la distribuzione delle piogge, che è sempre più irregolare, rappresentando così una minaccia per l’agricoltura.
Secondo il documento sullo Stato del Clima globale, l’oceano, che funge da cuscinetto per assorbire il calore e l’anidride carbonica, sta pagando uno dei prezzi più pensanti dell’attuale cambiamento climatico. Il suo contenuto termico ha raggiunto livelli eccezionali e le ondate di calore marino sono in aumento. L’acidità dell’acqua di mare è aumentata del 26% dall’inizio dell’era industriale e gli ecosistemi vitali che ospita si stanno progressivamente degradando.

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