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pubblicato il 14 ottobre 2019 in spazio

Un nuovo studio per datare il ghiaccio sulla Luna

Un gruppo di ricercatori della Brown University, supportato dalla Nasa, ha condotto un nuovo studio per datare i depositi di ghiaccio presenti nei crateri lunari. Per stabilire l’età del ghiaccio i ricercatori per prima cosa hanno datato i crateri, utilizzando i dati del Lunar Reconnaissance Orbiter della Nasa, che orbita attorno alla Luna dal 2009. Stabilire l’età dei depositi glaciali lunari è importante non solo da un punto di vista scientifico ma anche in funzione delle future esplorazioni lunari, che potrebbero utilizzare questo ghiaccio. Inoltre l’età di questi depositi potrebbe fornire informazioni sull’origine del ghiaccio, informazione che, a sua volta, potrebbe aiutare i ricercatori a capire le fonti e la distribuzione dell’acqua nel Sistema Solare.
I risultati mostrano che la maggior parte dei depositi di ghiaccio rilevati si trova all’interno di grandi crateri formati circa 3 miliardi di anni fa: il ghiaccio quindi non può essersi più antico. Inoltre, la distribuzione irregolare del ghiaccio nei crateri fa presupporre che sia stato colpito da micrometeoriti e altri detriti per un lungo periodo di tempo, e che quindi sia antico. Il gruppo di ricerca ha anche rilevato tracce di ghiaccio in crateri più piccoli, apparentemente più recenti. Questo ghiaccio potrebbe avere una fonte di provenienza diversa da quello più antico, che molto probabilmente proviene da comete e asteroidi o dall’attività vulcanica della Luna. Per avere informazioni più certe e chiare sarà necessario inviare veicoli spaziali sul suolo lunare. Bisognerà attendere il lancio del programma Artemis della Nasa, programmato per il 2024, che, oltre a inviare la prima donna e il prossimo uomo sulla Luna, prevede missioni con veicoli robotizzati, che forniranno dati che aiuteranno gli scienziati a saperne di più.

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