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pubblicato il 25 settembre 2019 in aria

Climate action summit: molte parole, ancora pochi fatti

L’appello di Antonio Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite, era chiaro: arrivare al vertice Onu  per il clima dello scorso 23 settembre con fatti, non parole. I Paesi partecipanti sarebbero dovuti arrivare al summit di New York sul clima con piani concreti, che indicassero come realizzare l’obiettivo più sfidante dell’Accordo di Parigi, ossia mantenere l’aumento della media temperatura terrestre entro 1,5°C sopra i livelli dell’età preindustriale. La scienza parla chiaro: nell’ultimo report IPCC c’è una sola strada per non rischiare il collasso, e cioè raggiungere le zero emissioni nette entro il 2050. L’obiettivo dell’incontro di New York era quello di preparare il terreno per la prossima conferenza sul clima, la Cop 25, che si terrà a dicembre in Cile e che molti sperano possa essere finalmente quella decisiva.

All’apertura dei lavori Guterres ha esordito dichiarando: “Questo summit non è un colloquio sul clima. Abbiamo avuto abbastanza colloqui. Non è un summit di negoziazione. Non si negozia con la natura. Questo è un summit di azione per il clima. Fin dall’inizio ho detto che il biglietto d’ingresso non sarebbero stati i bei discorsi ma impegni concreti. I governi sono qui per mostrare la propria serietà nell’incrementare i contributi nazionali previsti dall’Accordo di Parigi“. A rispondere all’appello sono state solo 77 nazioni, principalmente piccoli paesi in via di sviluppo che rappresentano nel complesso appena il 6,8% delle emissioni, con un piano per le zero emissioni al 2050. Nessun piano concreto è arrivato invece dai grandi emettitori, come per esempio Cina, India e Stati Uniti.

Sicuramente ciò che ha lasciato il segno in questo vertice ONU è stato il discorso della giovane attivista svedese Greta Thunberg “Avete rubato i miei sogni e la mia infanzia con le vostre parole vuote. Eppure io sono una dei fortunati. Le persone soffrono, stanno morendo. Interi ecosistemi stanno crollando. Siamo all’inizio di un’estinzione di massa. E tutto ciò di cui parlate sono i soldi e le fiabe sulla crescita economica eterna. Come osate […] ci state deludendo, ma i giovani stanno iniziando a capire […] Gli occhi di tutte le generazioni future sono su di voi, e se scegliete di fallire, non vi perdoneremo mai”.

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