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pubblicato il 28 agosto 2019 in ecosistemi

Foreste in fiamme, Africa e Amazzonia le aree più colpite

Gli incendi record che stanno bruciando l’Amazzonia hanno catturato l’attenzione dei media e dei leader internazionali, eppure in Africa – nello specifico in Angola e Congo – negli ultimi giorni il numero di roghi è stato sensibilmente superiore rispetto a quelli registrati nel “polmone verde” della Terra. A fornire un quadro completo degli incendi del 2019 ci ha pensato FIRMS, il sistema informativo riguardante gli incendi a livello globale della NASA. La piattaforma offre una vera e propria “mappa del fuoco” in tempo reale e mostra un dato inequivocabile: la situazione in Africa centrale e meridionale è probabilmente anche più grave di quella registrata in Brasile. A rendersi conto della drammatica situazione africana sono stati semplici utenti interessatisi agli eventi in Amazzonia e alle mappe per verificare i roghi in tempo quasi reale. Negli ultimi giorni sono stati registrati quasi 7mila roghi in Angola, 3.395 nella Repubblica Democratica del Congo e 2.217 in Brasile. Quelli brasiliani non sono i soli roghi della foresta pluviale, l’Amazzonia infatti si estende anche in Bolivia, Paraguay, Venezuela, Suriname, Guyana e altri Paesi del Sud America.
Guardando l’intera mappa ci si accorge che non solo le foreste di Africa e Sud America sono andate in fiamme, ricordiamo, per esempio, che a luglio vaste aree dell’Artico sono andate in fiamme. Le cause di questi incendi sono molto differenti: quelli nelle regioni artiche sono attribuibili alle temperature estive eccezionalmente elevate, mentre quelli in Africa e Sud America sono prevalentemente appiccati dagli esseri umani con allo scopo di
liberare terreni da dedicare alla coltivazione e all’allevamento del bestiame. La cenere depositata dopo i roghi, infatti, rende fertile il terreno e favorisce la crescita delle colture. Per contro, questo “trattamento” (legale o illegale a seconda delle circostanze) determina una più rapida erosione del terreno rendendolo rapidamente inutilizzabile, oltre che una significativa immissione di gas serra e altri inquinanti in atmosfera.

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