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pubblicato il 5 agosto 2019 in la vita

L’ingestione di plastica indebolisce gli uccelli marini

Secondo uno studio condotto dall’Università della Tasmania e pubblicato sulla rivista Environmental Science & Technology, l’ingestione di frammenti di plastica sta facendo diventare gli uccelli marini sempre più piccoli, leggeri e affetti da una serie di disturbi della salute come alti livelli di colesterolo o difficoltà renali. I ricercatori hanno analizzato campioni di sangue appartenenti a una colonia di berte piedicarnicini che abitano l’isola di Lord Howe, al largo della costa orientale dell’Australia, scoprendo che l’ingestione di microparticelle e frammenti di plastica si ripercuote sulle dimensioni e sul peso dei nuovi nati. Inoltre, si è riscontrato che i piccoli presentano una ridotta apertura alare e una serie di disturbi della salute, per esempio aumento del colesterolo e problemi cardiaci.

La berta piedicarnicini, un uccello marino della famiglia Procellariidae. Crediti: enciclopedino.it

Secondo uno studio del WWF, almeno il 90% degli uccelli marini ingerisce o ha ingerito abitualmente frammenti di plastica: una percentuale altissima, che si giustifica facilmente con l’enorme diffusione dei detriti plastici nei nostri oceani. Questo studio si rivela di grande importanza perchè per la prima volta i ricercatori hanno preso in esame gli effetti sul lungo periodo legati all’inquinamento da plastica sulla dieta dei volatili.

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