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pubblicato il 18 giugno 2019 in acqua

Pescatori a pesca di plastica nell’Adriatico

I pescatori di San Benedetto del Tronto sono diventati dei veri e propri spazzini del mare. Per 6 settimane 40 pescherecci, una volta rientrati nel porto, hanno scaricato non solo il pescato, pronto per essere venduto, ma anche grandi quantità di rifiuti, soprattutto di plastica. Si tratta di “A pesca di plastica”, iniziativa nata nell’ambito del progetto europeo Clean Sea LIFE ed è coordinata da MedSharks. Bisogna sapere che quasi un quarto del peso che i pescatori sollevano dall’acqua e riversano sul ponte è fatto di rifiuti: grazie a questa iniziativa, i pescatori hanno potuto contribuire alla raccolta e smaltimento dei rifiuti che rimangono impigliati nelle loro reti, mentre generalmente sono costretti a ributtarli in mare.

Per la precisione, sono state raccolte 6 tonnellate di rifiuti, di cui oltre il 20% potenzialmente riciclabili. I rifiuti raccolti sono stati analizzati e differenziati dalle aziende di gestione dei rifiuti PicenAmbiente e Garbage Service, il Comune di San Benedetto e l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale, con il coordinamento della Capitaneria di Porto e MedSharks con il supporto di CNH Industrial e FPT Industrial. Da una prima analisi, oltre il 53% dei rifiuti raccolti dai pescatori è in plastica, il 13% in materiale tessile, l’11,5% in metallo e gomma, il 4,6% vetro e il 4% rifiuti misti. Il 48% degli oggetti in plastica è costituita da oggetti monouso: sacchetti di plastica e imballaggi alimentari, bottiglie, flaconi, piatti e bicchieri usa e getta.

Il successo dell’iniziativa ha spinto pescatori e partner a impegnarsi a proseguire la bonifica dei fondali fino a Ferragosto, quando la pesca verrà sospesa per il fermo annuale. Il modello San Benedetto sarà poi condiviso con le Autorità a livello regionale, nazionale ed europeo per superare la fase sperimentale e consentire ai pescatori di effettuare le attività di pesca di rifiuti in modo continuativo .

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