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pubblicato il 29 maggio 2019 in spazio

Per la prima volta astronauti modificano il DNA del lievito nello spazio

La Stazione spaziale internazionale (Iss) si è recentemente trasformata in laboratorio di biotecnologie, dove per la prima volta gli astronauti hanno utilizzato la tecnica Crispr -Cas9 per modificare il Dna del comune lievito di birra, Saccharomyces cerevisiae. L’obiettivo dell’esperimento è studiare gli effetti dell’esposizione ai raggi cosmici sul genoma umano e di trovare rimedi in vista dei futuri viaggi verso la Luna e Marte.

L’astronauta NASA Nick Hague lavora sull’esperimento Genes In Space-6 che mira a studiare il danno da radiazioni al DNA. Crediti: NASA

L’esperimento, ideato da un gruppo di quattro studenti americani, è parte del programma “Genes in space“(Geni nello Spazio) e permette di studiare come, in condizioni di microgravità, le cellule del lievito di birra riparano i danni al Dna provocati dalle radiazioni cosmiche. Lo spazio è un luogo che presenta diversi rischi per la vita umana, uno di questi è rappresentato proprio dalle radiazioni cosmiche. Nonostante la Iss si trovi a un’altitudine media di 408 chilometri e quindi sia ancora protetta dal campo magnetico terrestre, la permanenza a bordo, in media di 6 mesi, espone gli astronauti a circa 30 volte la radiazione che un essere umano riceve in un anno sulla Terra. Per questo motivo è importantissimo comprendere come il Dna si ripara dai danni indotti dalle radiazioni cosmiche, soprattutto in vista di una futura missione su Marte, completamente al si fuori del campo magnetico terrestre.

«Il nostro obiettivo – ha spiegato Emily Gleason, una delle ricercatrici che ha messo a punto il mini apparato sperimentale per la Iss – è capire se i meccanismi di riparazione del Dna sono differenti nello spazio e sulla Terra. Grazie a queste informazioni – ha concluso – potremo in futuro aiutare gli astronauti a proteggersi meglio».

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