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pubblicato il 22 maggio 2019 in la vita

Giornata Mondiale della Biodiversità

Il 22 maggio è la Giornata Mondiale della Biodiversità (International Day for the Biological Diversity – IDB), istituita dalle Nazioni Unite nel 1993, in occasione dell’entrata in vigore della Convenzione sulla Biodiversità, stipulata a Nairobi. Ormai da diversi decenni gli esperti hanno dimostrato che la diversità biologica rappresenta una risorsa indispensabile per il pianeta e una ricchezza incommensurabile per le economie locali. Fino ad oggi, tra animali, vegetali e microrganismi appartenenti ai vari regni, sono state descritte un milione e 700 mila specie viventi, ma gli esperti ipotizzano che possano esisterne 13 milioni. Una parte consistente di specie potrebbe nascondersi negli oceani, che dal punto di vista della biodiversità rappresentano un vero e proprio scrigno in gran parte ancora sconosciuto. Anche se l’acqua occupa i due terzi della superficie del pianeta, ne abbiamo esplorato solo il 5%. Ma c’è anche un altro fattore da tenere in considerazione quando facciamo il conto delle specie presenti sul pianeta: entro la fine del secolo, il 50% delle specie viventi rischia infatti l’estinzione ed è proprio per sensibilizzarci su questo tema che è stata istituita la Giornata Mondiale della Biodiversità.

“Our  Biodiversity, Our Food and Our Health” (La nostra biodiversità, il nostro cibo e la nostra salute) è il tema a cui è dedicata quest’anno la Giornata Mondiale della Biodiversità. Il tema vuole porre al centro della riflessione il rapporto tra la tutela delle specie da un lato e il cibo, la salute umana e la sicurezza alimentare dall’altro. Come ha di recente ricordato un rapporto della FAO, oggi il 75% del cibo dell’umanità è ricavato da 12 piante e 5 specie animali: anche se l’offerta commerciale si sta ampliando in molte nazioni, gli alimenti che acquistiamo e consumiamo sono sempre più omogenei. Una situazione a cui si aggiunge la preoccupante perdita di impollinatori, minacciati da pesticidi e parassiti, e sempre più esposti alle conseguenze dei cambiamenti climatici. Basare l’alimentazione mondiale su un numero ristretto di piante e animali, ad alta resa e geneticamente uniformi, è una pratica che mette a rischio la sicurezza alimentare e la salute umana. La perdita di diversità genetica, infatti, ci rende meno capaci di fare fronte al meglio alle sfide poste dai cambiamenti climatici.

La Giornata mondiale della Biodiversità 2019, che vede tra i partner internazionali anche Slow Food, vuole celebrare la diversità biologica e culturale del Pianeta, valorizzando le conoscenze tradizionali, riscoprendo prodotti poco lavorati e colture quasi dimenticate, che rappresentano una alternativa alla semplificazione eccessiva della varietà di cibi che mangiamo.

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