dcsimg

pubblicato il 9 maggio 2019 in aria

In Islanda la CO2 diventa roccia

In Islanda ci sono dei veri e propri “alchimisti del XXI secolo” capaci di trasformare l’anidride carbonica atmosferica in roccia. Questi alchimisti fanno parte di un team di ricerca all’interno di CarbFix, un progetto che ha sviluppato una tecnologia sicura, economicamente vantaggiosa e rispettosa dell’ambiente per lo stoccaggio permanente di CO2 nel sottosuolo. Il processo di stoccaggio consiste nel prelevare anidride carbonica atmosferica, liquefarla e poi iniettarla a 1.000 metri di profondità nelle rocce basaltiche. All’interno delle cavità rocciose, in cui viene iniettato il liquido ad alta pressione, avviene poi il processo di solidificazione. Nel sito pilota di CarbFix, situato a 3 km a sud-ovest della centrale elettrica di Hellisheidi in Islanda, oltre il 95% della CO2 catturata e iniettata è stata trasformata in roccia nel sottosuolo in meno di due anni. Questo mette in discussione la visione comune secondo cui lo stoccaggio di minerali nei progetti CCS richiede centinaia o migliaia di anni.

Campione roccioso estratto dal sito di iniezione, in cui sono visibili i minerali carbonatici, contenenti la CO2 iniettata, all’interno della roccia ospite basaltica. Crediti: CarbFix

Alla fine del 2018, erano state catturate e iniettate a Hellisheidi 66.000 tonnellate di gas acidi, 2/3 dei quali erano anidride carbonica e 1/3 acido solfidrico (H2S), corrispondenti a oltre il 40% di riduzione delle emissioni dalla centrale elettrica.
L’efficacia del metodo CarbFix è stata recentemente verificata e validata da un paper pubblicato su Nature Communications.
L’unico tallone d’Achille del metodo è che necessita di grandi volumi di acqua desalinizzata – 5 tonnellate di acqua per ogni tonnellata di CO2 iniettata – risorsa di cui l’Islanda abbonda a differenza di altre zone del Pianeta.

Con il patrocinio del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca
 
Eni S.p.A. - P.IVA 00905811006