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pubblicato il 11 aprile 2019 in spazio

Ecco la prima immagine di un buco nero

Si trova a più di 50 milioni di anni luce di distanza, al centro di una gigantesca galassia ellittica chiamata Messier 87, il primo buco nero ad essere stato immortalato in una foto: questo oggetto ha massa pari a 6,5 miliardi di volte quella del Sole e dista da noi 55 milioni di anni luce. Fino a ieri potevamo solo vedere la prova indiretta dell’esistenza dei buchi neri, per esempio cercando stelle che sembravano orbitare intorno ad oggetti bizzarri o catturando la radiazione emessa dalla materia surriscaldata che turbinava intorno ad essi.

Il buco nero supermassiccio al centro di Messier 87. Crediti: The Event Horizon Telescope

Un buco nero è la fase terminale della “vita” di una stella di grande massa, che, dopo essere collassata, si trasforma in un corpo estremamente denso e compatto, una regione dello spazio-tempo caratterizzata da una fortissima attrazione gravitazionale. Questo rende il buco nero un oggetto in grado di “divorare” tutto ciò che gli si avvicina troppo, quindi sia la radiazione elettromagnetica sia la materia. Per questa ragione i buchi neri sono tecnicamente inosservabili dai nostri strumenti: ciò che gli scienziati hanno immortalato è infatti il plasma incandescente che circonda il cosiddetto orizzonte degli eventi, una sorta di aura attorno al buco nero oltre la quale anche la luce non può sfuggire.

L’immagine è stata ottenuta dall’Event Horizon Telescope (Eht), un gruppo di otto radiotelescopi da terra dislocati in diverse parti del pianeta, che danno vita a un telescopio virtuale di dimensioni pari a quelle della Terra, ottenendo uno strumento con una sensibilità e una risoluzione senza precedenti. L’Eht è il risultato di anni di collaborazione internazionale e offre agli scienziati un nuovo modo di studiare gli oggetti più estremi dell’universo previsti dalla teoria della relatività generale di Einstein. Eht ha raccolto più di un milione di miliardi di dati per fotografare il buco nero di M87 nell’aprile 2017. Ci sono poi voluti due anni e il lavoro di un team di oltre 200 ricercatori per ottenere l’immagine del buco nero.

La rete di radiotelescopi di Eht. Crediti: Eso/O. Furtak

Questo incredibile risultato, che rappresenta una tappa storica per l’astronomia, è stato pubblicato in un numero speciale della rivista scientifica The Astrophysical Journal Letters: sei articoli descrivono l’impresa che ha portato a ottenere l’immagine del buco nero e i dettagli che la foto ci rivela.

“La grande novità della prima fotografia di un buco nero è che oggetti cosmici invisibili per definizione per la prima volta possono essere visti e studiati direttamente. Adesso possiamo finalmente osservarli. Si apre la prima pagina di un libro nel quale è possibile fare osservazioni sempre più accurate di questi oggetti, previsti un secolo fa da Albert Einstein”, ha dichiarato il professor Luciano Rezzolla, direttore dell’INFN di Francoforte e membro del comitato scientifico della collaborazione Eht. Questa scoperta quindi, oltre a dimostrare ancora una volta la validità della Teoria della Relatività Generale di Albert Einstein, rappresenta il punto di partenza nella strada per la comprensione del nostro universo.

Per saperne di più:
Scattata la prima foto di un buco nero

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