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pubblicato il 2 aprile 2019 in energia

L’Italia delle fonti rinnovabili

Le fonti rinnovabili in Italia
Il GSE, Gestore dei Servizi Energetici, pubblica periodicamente dati e statistiche sulle fonti rinnovabili utilizzate in Italia. L’uscita del Rapporto Statistico “Energia da Fonti Rinnovabili in Italia – 2017” (pubblicato a febbraio 2019 e scaricabile dal sito del GSE) ci permette di tracciare un quadro sulla situazione attuale delle fonti rinnovabili in Italia, un settore in continuo sviluppo e cambiamento.
Secondo i dati del Rapporto statistico, le fonti rinnovabili di energia ricoprono un ruolo di primo piano nel panorama energetico italiano, trovando impiego diffuso sia per la produzione di energia elettrica (settore Elettrico) – di cui parleremo in dettaglio in seguito – sia per la produzione di calore (settore Termico), sia come biocarburanti per autotrazione (settore Trasporti).

Fonte: GSE – “Rapporto Statistico – Energia da fonti rinnovabili in Italia, Anno 2017”

Nel 2017 gli impianti alimentati a fonti rinnovabili in Italia hanno raggiunto le 786.808 unità con una potenza installata complessiva pari a 53.259 MW. Rispetto al 2016, la potenza installata è aumentata di 1.001 MW (+1,9%), mentre la numerosità degli impianti è cresciuta complessivamente del 6,3% rispetto all’anno precedente.

Tra il 2003 e il 2016 la potenza efficiente lorda installata in Italia è passata da 19.663 MW a 53.259 MW, con un incremento di 33.596 MW e un tasso di crescita medio annuo della potenza complessiva pari al 7%; gli anni caratterizzati da incrementi maggiori di potenza sono il 2011 e il 2012.
Fin dagli inizi del ‘900 il parco elettrico nazionale rinnovabile è stato caratterizzato soprattutto da impianti che sfruttano la fonte idraulica. Negli ultimi anni la potenza installata di questi impianti è rimasta pressoché costante (+0,8% medio annuo) mentre le altre fonti rinnovabili sono cresciute in maniera considerevole grazie ai diversi sistemi d’incentivazione che ne hanno sostenuto lo sviluppo. Se nel 2000 la potenza degli impianti idroelettrici rappresentava circa il 91% della potenza installata da fonti rinnovabili, oggi la percentuale è scesa al 35,4%, grazie alla crescita esponenziale delle bioenergie e delle fonti eolica e solare.
A livello regionale la Lombardia si riconferma prima regione in Italia per potenza installata con 8.306,4 MW (pari al 15,6% della potenza installata nazionale), seguita dalla Puglia con 5.453 MW (pari al 10,2%) e dal Piemonte con 4.687,2 MW (pari al 8,8%).

La produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili
La produzione da fonti rinnovabili, che dal 2008 al 2014 aveva segnato ogni anno nuovi primati, nel 2017 è stata pari a  103.898 GWh, in diminuzione rispetto di circa 4.124 GWh rispetto all’anno precedente (-3,8%).
Anche per il 2017 l’idroelettrico ha rappresentato la fonte che contribuito maggiormente alla produzione di energia elettrica, anche se con valori in diminuzione rispetto al 2016 (-14,7%): con 36.198,7 GWh ha coperto il 35% della produzione totale da fonti rinnovabili. Mentre fino al 2008 il trend dell’elettricità generata dalle fonti rinnovabili è stato guidato principalmente dalla fonte idraulica, negli ultimi anni è cresciuta l’importanza delle “nuove rinnovabili” (solare, eolica e bioenergie), che nel 2017 hanno contribuito per il 59% alla produzione nazionale di energia elettrica da fonte rinnovabile. Infine, l’energia geotermica ha contribuito per il 6%.

Fonte: GSE – “Rapporto Statistico – Energia da fonti rinnovabili in Italia, Anno 2017”

Per meglio apprezzare l’evoluzione delle fonti eolica, solare, geotermica e la biomassa nel decennio dal 2007 al 2017, il grafico sulla produzione da fonte rinnovabile in Italia non include l’idroelettrico.

Fonte: GSE – “Rapporto Statistico – Energia da fonti rinnovabili in Italia, Anno 2017”

Nel 2017 la fonte solare ha contribuito alla produzione di energia elettrica con 24.377,7 GWh, record assoluto storico  (+10,3 %rispetto al 2016); tale crescita è attribuibile principalmente a condizioni di irraggiamento sul territorio nazionale decisamente migliori rispetto all’anno precedente. Pressoché invariata la performance di produzione dell’eolico, pari a 17.742 GWh. La produzione da bioenergie nel 2017 è stata pari a 19.378 GWh, lievemente in calo rispetto al 2016 (-0,7%). Infine, risulta in calo anche la produzione geotermica, pari a 6.201,2 GWh (-1,4% rispetto al 2016).
Nell’ultimo decennio la fonte eolica, solare e le bioenergie, che rappresentano le fonti più promettenti dal punto di vista dello sviluppo tecnologico e degli investimenti in Italia, hanno dato un contributo sempre maggiore alla produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile. Per quanto riguarda l’idroelettrico, in Italia si è quasi giunti al limite massimo dello sfruttamento possibile, poiché i siti più favorevoli e convenienti dal punto di vista tecnico ed economico sono già stati utilizzati. Di conseguenza il futuro dell’idroelettrico in Italia, il cui tasso di sviluppo annuo è pari a circa l’1%, sembra consistere nella sola realizzazione di impianti di piccole dimensioni (mini idroelettrico).
Per quanto riguarda la distribuzione regionale della produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile, le regioni del nord Italia hanno contribuito per il 49,9% alla produzione nazionale, grazie alla presenza della quasi totalità degli impianti idroelettrici presenti in Italia. In particolare sono da evidenziare le quote della Lombardia e quelle del Piemonte, che hanno contribuito alla produzione nazionale rispettivamente per il 14,8% e con il 9,4%. Tra le regioni dell’Italia centrale, il cui contributo alla produzione nazionale è stato pari al 15,1%, spicca la Toscana che, grazie al geotermico, ha coperto  l’8,1% alla produzione nazionale. Nel sud Italia (isole comprese), che copre il restante 35%, la Puglia, seguita dalla Sicilia e dalla Calabria, è la regione che concorre maggiormente alla produzione nazionale.
Nel 2017 il contributo della produzione rinnovabile alla produzione totale di energia elettrica è stato pari al 31,5%. In Italia, infatti, gli idrocarburi e, in particolare il gas naturale, rimangono ancora le principali fonti utilizzate per la produzione di energia elettrica in Italia.

Le fonti rinnovabili in dettaglio

Il solare fotovoltaico in Italia
Al 31 dicembre 2017 gli impianti fotovoltaici in Italia erano 774.014 (il 98,4% del totale degli impianti a fonte rinnovabile) con una potenza installata pari a 19.682 MW (pari al 37% della potenza dell’intero parco impianti rinnovabile). Rispetto all’anno precedente, nel 2017 si è registrato un incremento pari al 6% della potenza installata e al 2% del numero di impianti fotovoltaici. Dal 2008 al 2011 il numero degli impianti fotovoltaici è andato più che raddoppiando di anno in anno. Alla fine del 2012 sul territorio nazionale erano installati oltre 480.000 impianti, che hanno quasi raggiunto la quota di 648.196 impianti a fine 2014. Dal 2013, con la cessazione del Conto Energia, i ritmi di crescita sono significativamente  meno sostenuti.
A livello regionale il 44% della potenza installata è al Nord, il 37% al Sud e il 19% al Centro. Con 2.632 MW la Puglia si conferma la regione italiana con la maggior potenza installata, pari al 13,4% del totale nazionale, seguita a distanza dalla Lombardia con 2.227 MW (11,3%).
Per quanto riguarda il numero di impianti, a livello regionale il 55% degli impianti si trova al Nord, il 28% al Sud e, infine, il 17% nelle regioni del centro Italia. La regione con il maggior numero di impianti è Lombardia con 116.644impianti (pari al 15,1% del totale nazionale), seguita dal Veneto con 106.211 (13,7%).
Infine, per quanto riguarda la produzione di energia elettrica da solare fotovoltaico, nel 2017 sono stati prodotti 24.378 GWh, valore in deciso aumento rispetto a quello osservato l’anno precedente (+10,3%). Il contributo della fonte solare alla produzione nazionale di energia elettrica nel 2017 è stato pari al 6,9%.

L’eolico
Gli impianti eolici presenti in Italia a fine 2017 erano 5.579 per una potenza installata pari a 9.766 MW. Il 93% degli impianti eolici in Italia è di piccole dimensioni (potenza inferiore a 1 MW), mentre l’89% della potenza installata (8.655MW) si concentra nei 287 parchi eolici di potenza maggiore di 10 MW. Dal 2000 al 2017 si è assistito a una forte crescita dei parchi eolici in Italia, intensificatasi in particolar modo negli ultimi anni. Alla fine del 2000 gli impianti installati erano 55 con una potenza pari a 363 MW e la fonte eolica rappresentava solo il 2% della potenza degli impianti a fonte rinnovabile in Italia. Nel 2017, con 9.766 MW installati, la potenza degli impianti eolici rappresenta il 18,3% di quella relativa all’intero parco impianti rinnovabile.
A causa delle caratteristiche ambientali e territoriali del nostro Paese il 96,8% della potenza installata italiana e il 92,2% degli impianti sono situati nelle regioni del Sud Italia e nelle isole, dove la ventosità, l’orografia e l’accessibilità dei siti sono favorevoli all’installazione di impianti eolici. La Regione con la maggiore potenza installata è la Puglia (2.473,2 MW, pari al 25,3% del totale nazionale), seguono Sicilia e Campania, rispettivamente con una potenza installata di 1.810,9 MW (18,5%) e 1.390,4 MW (14,2%).
Per quanto riguarda la produzione di energia elettrica da fonte eolica, tra il 2003 e il 2017 è più che decuplicata, passando da 1.458 GWh a 17.742 GWh; nel 2017, in particolare,  il  valore  di  produzione  è  rimasto  pressoché  invariato  (17.742  GWh, +0,3% rispetto al 2016). Il contributo della fonte eolica alla produzione nazionale di energia elettrica nel 2017 è stato pari al 5,5%.

L’idroelettrico
Gli impianti idroelettrici presenti in Italia a fine 2017 erano 4.268 per una potenza installata pari a 18.863 MW. Tra il 2016 e il 2017 la numerosità degli impianti è aumentata del 15,6%, mentre l’incremento complessivo in termini di potenza installata è stato solo dell’1,7%. Tra il 2003 e 2017 la potenza degli impianti è aumentata secondo un tasso medio annuo pari allo 0,8%.
Nel corso degli ultimi anni, quindi, la potenza idroelettrica non è variata in modo considerevole, in quanto questi anni sono stati caratterizzati dall’entrata in esercizio di molti impianti di piccola taglia. Per il futuro si prevede che saranno realizzati soprattutto piccoli e mini impianti idroelettrici, in linea con quanto accaduto negli ultimi anni. Nonostante la crescita dell’idroelettrico sia poco rilevante, nel 2017 la potenza idroelettrica installata ha rappresentato il 35,4% di quella relativa all’intero parco impianti rinnovabile.
A livello regionale l’81% degli impianti idroelettrici è installato nel nord Italia. In particolare in  Piemonte, Lombardia e  nelle Province Autonome di Trento e Bolzano sono installati oltre il 55% degli impianti totali del Paese.
Anche in termini di potenza, il 76% è installato nelle Regioni del nord Italia: la sola Lombardia rappresenta il 27,3% della potenza installata sul territorio nazionale (5.141,4 MW), seguita dal Piemonte con il 14,5% (2.738,6 MW) e dalle Province Autonome di Bolzano e Trento rispettivamente con il 9,1% (1.632,3 MW) e l’8,6% (1.716,1 MW).
L’unica regione del centro-sud che si contraddistingue per lo sfruttamento della fonte idroelettrica è l’Abruzzo con 1.013 MW di potenza installata.
Per la fonte idraulica, i fattori meteorologici rappresentano la ragione principale della variabilità della produzione di energia elettrica. Mentre la potenza degli impianti idroelettrici è cresciuta lievemente e gradualmente, nel periodo dal 2003 al 2017 la produzione ha invece subito variazioni molto significative: nel 2017 la produzione idroelettrica è stata pari a 36.199 GWh, in netto calo rispetto al 2016 (-14,7%) e pari al 11,2% della produzione nazionale di energia elettrica.

Bioenergie
Con il termine bioenergie si indica l’energia prodotta da biomasse (compresi i rifiuti solidi urbani), biogas e bioliquidi. Gli impianti alimentati con bioenergie presenti in Italia a fine 2017 erano 2.913 per una potenza installata pari a 4.135 MW (pari al 7,8% di quella relativa all’intero parco impianti rinnovabile). Nel 2017 la numerosità degli impianti è aumentata del 6,5%, mentre la potenza installata solo dello 0,3% rispetto all’anno precedente. Se si considera la potenza installata, il 40,3% proviene da impianti che bruciano biomasse solide, il 34,9% da impianti a biogas e il 24,8% da impianti a bioliquidi.
Il 72,6% degli impianti si trova in nord Italia, che prevale conseguentemente anche in termini di potenza installata (61,7%). In particolare, la Lombardia risulta essere la regione con il maggior numero di impianti (25%), seguita dal Veneto (13,3%). Il centro Italia contribuisce per il 14,5%, mentre il sud Italia e le isole per il 12,9%.
Per quanto riguarda la produzione di energia elettrica da bioenergie, nel 2017 è diminuita dello 0,7% passando dai 19.508,6 GWh del 2016 ai 19.378,2 GWh del 2017. Il contributo delle bioenergie alla produzione nazionale di energia elettrica nel 2017 è stato pari al 5,6%.

Il geotermico
Gli impianti geotermici presenti in Italia a fine 2017 erano 34 per una potenza installata pari a 813 MW. Tra il 2016 e il 2017 sia la potenza degli impianti geotermoelettrici sia il numero è rimasto immutato. I 34 impianti presenti in Italia sono concentrati in un’unica regione, la Toscana. Per quanto riguarda la produzione di energia elettrica, nel 2017 sono stati prodotti 6.202 GWh. Nel 2017 la fonte geotermica rappresenta il 6% della produzione di energia elettrica dell’intero parco impianti rinnovabile in Italia e l’1,8% della produzione elettrica nazionale.
Il contributo della fonte geotermica alla produzione totale rinnovabile ha mostrato una certa variabilità negli anni, passando dal 10% del 2004 al valore massimo del 12% del 2007, per poi scendere al minimo del 5% del biennio 2013–2014, a causa della produzione progressivamente crescente da tutte le altre fonti rinnovabili. Rimane più costante il contributo della produzione geotermica alla produzione totale di energia elettrica in Italia, collocandosi, nell’arco temporale analizzato, nella fascia 1,6-2,2%.

a cura di Benedetta Palazzo

 
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