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pubblicato il 14 marzo 2019 in acqua

Leonardo da Vinci, inventore del curriculum. Morì 500 anni fa.

Milano non ha il mare, e nemmeno un fiume. L’osservazione è banale ma nasconde un mistero: come mai, a differenza di quasi tutte le grandi città del pianeta, il capoluogo lombardo non è stato fondato su un corso d’acqua? Il fatto è che a Milano, l’acqua ce l’hanno portata con una serie di canali navigabili scavati a mano e oggi meta di aperitivi, corse di runner e abbracci romantici: sono i Navigli. Milano ha nove canali e tre laghetti, alcuni sono stati interrati e trasformati in strade e piazze. I Navigli mettevano in comunicazione la città con il lago Maggiore e quello di Como. Tutto il materiale usato per costruire il Duomo di Milano è arrivato dal Piemonte con grandi chiatte galleggianti. La Darsena è il più grande dei laghetti di Milano ed è l’unico rimasto scoperto. Per molti anni è stato uno dei più importanti porti italiani per quantità di merci trasportate.

Naviglio Grande, Milano

La costruzione dei Navigli è antica, i canali sono cresciuti con la città. Verso la fine del XV secolo, Ludovico il Moro, duca di Milano, promosse un grande sviluppo del sistema dei Navigli e proprio in quegli anni, sulla scrivania del Duca, giunse una lettera. Si trattava di un curriculum, forse il primo della storia. Era un foglio scritto a mano in cui l’autore descriveva in dieci punti le cose che sapeva fare.

Probabilmente Ludovico il Moro non riconobbe la firma sul CV, ma oggi, alla Biblioteca Ambrosiana, possiamo ammirare quel foglio ingiallito dal valore inestimabile e leggere in basso un nome leggendario: Leonardo da Vinci.

Leonardo da Vinci inventore del curriculum propose al Duca i suoi servigi. Nel documento, per prima cosa, Leonardo esalta la sua esperienza nel costruire macchine da guerra. Ma nell’ultimo punto il genio fiorentino conclude dicendo: “In tempo di pace credo satisfare benissimo a paragone de omni altro in architectura, in composizione di edificii publici et privati, et in conducer acqua da uno loco ad uno altro.”

Lettera di Leonardo Da Vinci a Ludovico il Moro. Crediti: Biblioteca Ambrosiana, Milano

Cioè a Ludovico il Moro si propose come architetto, bravo quanto gli altri, e soprattutto come esperto di canalizzazione delle acque. Il Moro lo assunse e Leonardo diede il suo contributo prezioso ai Navigli di Milano.

A cura di Andrea Bellati

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