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pubblicato il 14 marzo 2019 in ecosistemi

Global Environmental Outlook 2019

A Nairobi, durante la terza giornata dell’Assemblea delle Nazioni Unite sull’Ambiente, è stata presentata la sesta edizione del Global Environmental Outlook (GEO-6), un accurato rapporto sullo stato di salute del nostro Pianeta, redatto da 250 scienziati ed esperti provenienti da oltre 70 Paesi. Nelle oltre 700 pagine del rapporto viene dipinto  un quadro sconfortante sotto molti aspetti già noto, in cui vengono riportati gli ultimi dati sullo stato delle acque, del suolo, dell’aria e della biodiversità. E’ ormai indubbio che le attività antropiche stanno causando danni irreversibili all’ambiente, tali da mettere a rischio le “fondamenta ecologiche della società” e la salute umana. Senza azioni efficaci e decisive, nel 2050 andremo incontro a milioni di morte premature.
A rischio non c’è solo la salute umana. I tassi di estinzione delle specie sembrerebbero destinati ad aumentare a un ritmo che potrebbe compromettere la capacità della Terra di soddisfare i bisogni umani. Tra gli invertebrati, ben 42% delle specie terrestre è a rischio estinzione. Per quanto riguarda i vertebrati, tra il 1970 e il 2014 il numero totale delle popolazioni di specie è diminuito in media del 60%.

Secondo gli scienziati è indispensabile un forte impegno su scala globale – che includa una drastica riduzione delle emissioni di CO2, il miglioramento della gestione delle risorse e la riduzione dell’inquinamento – per evitare gli effetti peggiori. Ma bisogna agire in fretta, perchè la finestra d’azione si sta chiudendo velocemente. “La scienza è chiara – ha affermato Joyce Msuya, direttore esecutivo del Programma ambientale dell’ONU (UNEP) – La salute e la prosperità dell’umanità sono direttamente legate allo stato del nostro ambiente. Questo rapporto rappresenta una prospettiva per l’umanità. Siamo ad un bivio: continuiamo sulla strada attuale, che porterà ad un futuro oscuro per l’umanità, o ci concentriamo su un percorso di sviluppo più sostenibile? Questa è la scelta che devono fare i nostri leader politici, ora”.

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