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pubblicato il 25 febbraio 2019 in la vita

Rapporto Fao sulla biodiversità, agricoltura a rischio

La FAO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, ha recentemente pubblicato il primpo rapporto sullo Stato della biodiversità mondiale per l’alimentazione e l’agricoltura, per comunicare al mondo che la biodiversità, alla base della nostra agricoltura e dei nostri sistemi alimentari, sta scomparendo. Ciò mette a rischio la nostra capacità di produrre il cibo necessario per nutrire l’umanità, di garantire a tutti i mezzi di sussistenza, di salvaguardare la salute e di tutelare l’ambiente, con conseguenze potenzialmente irreversibili.

La Fao spiega che “con biodiversità per il cibo e l’agricoltura s’intendono tutte le piante e gli animali (selvatici e domestici) che forniscono cibo, mangimi, carburante e fibre. E anche la miriade di organismi che sostengono la produzione di alimenti attraverso i servizi eco-sistemici (chiamati ‘biodiversità associata’). Questo include tutte le piante, gli animali e i microrganismi  (insetti, pipistrelli, uccelli, mangrovie, coralli, piante marine, lombrichi, funghi, batteri) che mantengono i terreni fertili, impollinano le piante, purificano l’acqua e l’aria, mantengono le risorse ittiche e forestali in buona salute, e aiutano a combattere i parassiti e le malattie delle coltivazioni  e del bestiame”. Un patrimonio che, una volta perduto, non può più essere recuperato.

I fattori chiavi della perdita di biodiversità individuati dal rapporto FAO  sono i cambiamenti nell’uso e nella gestione della terra e dell’acqua, l’inquinamento, il sovra-sfruttamento, i cambiamenti climatici, la crescita della popolazione e l’urbanizzazione.

La produzione alimentare si basa su un numero ridotto di specie, è evidente quindi che la perdita di biodiversità agricola può mettere a rischio la sicurezza alimentare globale. Secondo il rapporto, infatti, meno di 200 specie di piante coltivate – fra le circa 6.000 totali – contribuiscono in modo sostanziale alla produzione alimentare globale. Fra queste, solo 9 rappresentano il 66% della produzione totale. I dati sull’allevamento non sono migliori: la produzione mondiale di bestiame si basa su circa 40 specie animali, con solo un piccolo gruppo che fornisce la stragrande maggioranza di carne, latte e uova. Delle 7.745 razze di bestiame locali (a livello di paese) segnalate, il 26% è a rischio d‘estinzione. Per quanto riguarda la pesca, infine, quasi un terzo degli stock ittici è sovra-sfruttato, più della metà ha raggiunto il limite sostenibile. Meno biodiversità significa che piante e animali sono più vulnerabili, per questo occorre adottare sistemi sostenibili, in grado di rispondere alle crescenti sfide poste da cambiamenti climatici e inquinamento.

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