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pubblicato il 21 febbraio 2019 in spazio

Il satellite Prisma è quasi pronto al lancio

Mancano pochi giorni al lancio della missione dell’Agenzia Spaziale Italiana  PRISMA (PRecursore IperSpettrale della Missione Applicativa), il satellite che osserverà il pianeta Terra  con lo strumento iperspettrale operativo più potente al mondo, in grado di lavorare in numerose bande, dal visibile al vicino infrarosso (VNIR, Visible and Near InfraRed) fino all’infrarosso a onde corte (SWIR, Short Wave InfraRed). PRISMA verrà lanciato dalla base spaziale europea di Kourou nella Guyana Francese la notte tra l8 ed il 9 marzo prossimo, utilizzando il lanciatore VEGA dell’Agenzia Spaziale Europea. Dalla sua orbita, situata a circa 620 chilometri di quota, PRISMA osserverà la Terra fornendo preziose informazioni sulle risorse naturali e sui principali processi ambientali in atto (es. interazioni tra atmosfera, biosfera e idrosfera; osservazione dei cambiamenti dell’ambiente e del clima a livello globale; effetti delle attività antropiche sugli ecosistemi). Le informazioni fornite dal satellite saranno utilizzate a supporto delle opere di prevenzione dei rischi naturali (come quello idrogeologico) e antropici (tra cui l’inquinamento del suolo), del monitoraggio dei beni culturali, delle azioni di ausilio alle crisi umanitarie, delle attività agricole e di sfruttamento delle risorse minerarie. A differenza dei sensori ottici passivi satellitari attualmente operativi, che registrano la radiazione solare riflessa dal nostro pianeta in un numero limitato di bande spettrali (solitamente una decina), la strumentazione di PRISMA è in grado di acquisirne ben 240. La tecnologia iperspettrale consente di vedere più dell’occhio umano e di riconoscere non solo le forme degli oggetti ma anche quali elementi chimici contengono.

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