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pubblicato il 25 gennaio 2019 in aria

Dossier Mal’aria 2019

Emergenza smog in Italia: anche nel 2018 la qualità dell’aria negli ambienti urbani ha rappresentato una delle maggiori criticità. Il 2018 è stato un anno da “codice rosso” per molte grandi città della nostra penisola, a causa delle elevate concentrazioni di polveri sottili e ozono. A fotografare la situazione delle città italiane è “Mal’aria di città 2019“, l’annuale dossier sull’inquinamento atmosferico ed acustico nei centri urbani, redatto da Legambiente.

La classifica delle città più inquinate in Italia secondo il rapporto Mal’Aria 2019 di Legambiente. Crediti: Mal’aria di città 2019, Legambiente.

Nel 2018 sono stati superati i limiti giornalieri previsti per le polveri sottili o per l’ozono (35 giorni per il Pm10 e 25 per l’ozono) in ben 55 capoluoghi di provincia. In 24 dei 55 capoluoghi il limite è stato superato per  entrambi i parametri, con la conseguenza diretta, per i cittadini, di aver dovuto respirare aria inquinata per circa 4 mesi nell’anno. A causa delle condizioni climatiche e della conformazione geografica del bacino padano, le prime posizioni della classifica sono tutte occupate da città del nord Italia (vedi tabella). Il 2018 è stato segnato anche dal deferimento dell’Italia alla Corte di giustizia europea in merito alle procedure di infrazione per la qualità dell’aria, che costerà multe salate alla Penisola.

Nonostante lo smog e gli ingorghi, il dossier annuale Legambiente indica che gli italiani non rinunciano all’uso dell’auto privata. I veicoli in circolazione infatti sono ormai 38 milioni e garantiscono in tutto il 65,3% degli spostamenti. L’Italia è uno dei paesi europei con il più alto tasso di motorizzazione (con una media di circa 65 auto ogni 100 abitanti). Valori enormi se confrontati con quelli di alcune capitali europee: a Parigi ci sono 36 auto per 100 abitanti, come a Londra e a Berlino. A Barcellona sono 41, a Stoccolma e Vienna 38.

Come ha spiegato Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente “Nel nostro paese continuano a pesare enormemente la mancanza di una efficace strategia anti-smog e il fatto che in questi anni l’emergenza sia stata affrontata in maniera disomogenea ed estemporanea. A quasi nulla sono serviti i piani scattato ad ottobre del 2018 nel Nord Italia con il blocco, parziale, della circolazione per i mezzi più inquinanti”.

Per approfondire:
Presentato rapporto Ispra sulla qualità dell’ambiente urbano

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