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pubblicato il 14 gennaio 2019 in acqua

Quanto velocemente si riscaldano gli oceani?

Il riscaldamento degli oceani è stato finora sottostimato, anzi, si sta velocizzando in modo preoccupante. A dichiararlo è un nuovo studio sul riscaldamento degli oceani basato sull’analisi delle rilevazioni delle temperature oceaniche effettuate nell’ultimo decennio. Secondo gli autori dell’articolo (che è stato recentemente pubblicato sulla rivista Science), conoscere come sono cambiate le temperature degli oceani è fondamentale per comprendere il cambiamento climatico. Per rilevare le temperature, i ricercatori si sono avvalsi di Argo, un sistema di osservazione oceanica costituito da rete di 3.900 galleggianti autonomi, messo in funzione nel 2010. I dati che emergono dal sistema, unitamente a un miglioramento della qualità delle informazioni marine, mostrano un trend di aumento delle temperature più elevato rispetto quanto calcolato dall’ultima valutazione IPCC sui cambiamenti climatici nel 2013.

Dall’articolo si legge che circa il 93% del calore in eccesso proveniente dalle emissioni di gas serra è stato immagazzinato negli oceani, creando uno squilibrio energetico che ha come conseguenze uragani più violenti e frequenti, la distruzione delle barriere coralline, il calo dei livelli di ossigeno nei mari e l’innalzamento del livello del mare. E non solo: secondo Gavin Schmidt, uno dei principali scienziati del clima dell’Università della Columbia, il modo migliore per comprendere lo squilibrio energetico globale dell’intero Pianeta è la conoscenza delle temperature degli oceani. Le temperature oceaniche infatti sono molto meno variabili di quelle superficiali e, non oscillando di anno in anno, possono dare segnali più chiari e precisi dell’andamento del riscaldamento globale.

Secondo l’articolo, il calore degli oceani continuerà a salire per diversi decenni e in uno scenario ad alte emissioni si potrebbe verificare un aumento di temperatura oceanica di circa 0,8 °C rispetto alle condizioni attuali, con un conseguente innalzamento dei mari di più di 30 centimetri, entro fine secolo. Per questo motivo, sebbene il riscaldamento globale sia già in atto, è fondamentale controllarlo a partire da adesso, ogni volta che possiamo rallentarlo, infatti, possiamo adattarci ad esso, fare programmi e affrontare molto meglio alcune delle conseguenze previste.

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