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pubblicato il 27 dicembre 2018 in ecosistemi

Presentato rapporto Ispra sulla qualità dell’ambiente urbano

E’ tempo di classifiche di fine anno e di rapporti che fotografano lo stato di salute dell’ambiente. A darci un quadro completo sulla qualità dell’ambiente nelle città italiane ci pensa la 14esima edizione del Rapporto Ispra sulla “Qualità dell’ambiente urbano“, presentato a Roma lo scorso 19 dicembre. L’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) ha analizzato l’ambiente in ben 120 città e 14 aree metropolitane, utilizzando 400 indicatori.
Come in tutti i rapporti, notizie positive si affiancano a dati ancora negativi. Per quanto riguarda le emissioni di PM10 e il superamento dei valori limite durante l’anno, per esempio, i dati mostrano valori oltre la norma in 19 aree urbane con Brescia capofila dei superamenti (87) e Viterbo che, almeno finora, non ha mai oltrepassato il limite.
Dall’altro lato, il rapporto mostra che è in atto una significativa tendenza alla riduzione dei livelli di emissione  di  PM10 primario, come quello direttamente emesso dal riscaldamento domestico e dai trasporti, che si riduce del 19% in 10 anni (2005 al 2015).

Secondo l’Ispra, il trend delle concentrazioni di Pm10, Pm2,5 e NO2 è in diminuzione, anche se siamo ancora ben al di sopra dei limiti considerati sicuri dall’Organizzazione mondiale della sanità e la qualità dell’aria al Nord Italia e nella Pianura Padana nello specifico rimane pessima. Il settore dei trasporti è il principale responsabile dell’inquinamento dell’aria, infatti da solo concorre al 20% delle emissioni primarie di Pm10. Di positivo si segnala una crescita della mobilità condivisa, infatti nell’ultimo triennio il numero delle vetture in condivisione è aumentato più  del doppio: delle 48 mila unità messe su strada lo scorso anno, l’83% sono biciclette, il 16% automobili e l’1% scooter.

Per quanto riguarda il consumo di suolo, nel 2017 Napoli e Milano sono state le città che hanno “mangiato” più suolo, rispettivamente il 34,2% e 32,3%. In media i Comuni italiani consumano in un anno circa 650 ettari di territorio. Il che comporta un costo complessivo, in termini di perdita dei principali servizi ecosistemici valutato tra i 215 e i 270 milioni di euro.

Anche nel 2017 l’incidenza delle aree verdi pubbliche sul territorio comunale rimane bassa, con valori inferiori al 4% in 84 delle 116 città per cui è disponibile il dato. Rimane molto scarsa anche la pianificazione del verde: appena 10 Comuni hanno approvato un “piano del verde”. Ma c’è anche da segnalare come il 2018 segni la nascita del primo elenco nazionale degli alberi monumentali: in 60 comuni sui 120 analizzati è stato censito almeno un albero monumentale per un totale di 413 segnalazioni. In tutte le città metropolitane sarebbero 456 gli alberi localizzati.

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