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pubblicato il 17 dicembre 2018 in aria

Cop24: raggiunta un’intesa, non senza perplessità

Dopo uno stallo durato diversi giorni, che ha reso necessario prolungare il summit di 24 ore, alla Cop24 di Katowice in Polonia si è raggiunto un accordo per contrastare il cambiamento climatico. I 196 paesi che hanno preso parte al summit sul clima hanno firmato il ‘Katowice Climate Package’, il cosiddetto Rulebook, ovvero l’atteso “libro delle regole” con cui attuare l’Accordo sul clima di Parigi. Il Katowice Climate Package stabilisce innanzitutto in che modo i Paesi forniranno informazioni sui loro contributi nazionali per ridurre le emissioni – i cosiddetti NDCs – comprese le misure di mitigazione e adattamento e i dettagli sulla finanza climatica destinata alle economie in via di sviluppo. Si tratta di un elemento chiave che definisce gli standard a cui le Parti dovranno adeguarsi, rendendo più difficile svincolarsi dall’impegno preso.
Nonostante l’ONU abbia definito “un risultato eccellente” la conclusione della COP24 di Katowice, non mancano le perplessità. Sono soprattutto le organizzazioni non governative a dubitare che le decisioni appena prese possano realmente limitare l’aumento della temperatura media globale, entro la fine del secolo, a un massimo di 2 °C, rispetto ai livelli pre-industriali (rimanendo il più possibile vicini agli 1,5 °C). Inoltre ciò che ancora risulta non ben definito è il modo in cui i Paesi aumenteranno i loro obiettivi di taglio delle emissioni. Al momento attuale, infatti, gli NDCs garantirebbero un aumento delle temperature mondiali di ben 3°C rispetto i livelli pre industriali. Vale a dire 1,5 gradi in più rispetto quanto consigliato dall’ultimo report dell’IPCC.
L’ONU si incontrerà di nuovo l’anno prossimo a Santiago, in Cile, (COP25) per mettere a punto gli ultimi elementi del regolamento di Parigi e iniziare a lavorare sui futuri obiettivi emissivi. Il summit sul clima del 2019 sarà preceduto da una pre-Cop25 in Costa Rica, in cui i capi di Stato dovranno dimostrare di aver messo effettivamente in campo le politiche di riduzione di CO2. In America Latina si dovrà anche affrontare il nodo dei 100 miliardi di dollari di trasferimenti dai paesi ricchi a quelli poveri, promessi alla Cop 15 di Copenaghen, nel 2009, e mai stanziati per intero. L’Italia e il Regno Unito, invece, si sono candidati a ospitare la Cop26, che si terrà nel 2020.

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