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pubblicato il 13 dicembre 2018 in acqua

Artico: temperature da record anche per il 2018

Il 2018 è stato il secondo anno più caldo mai registrato in Artico e c’è ragione di credere che questa tendenza al riscaldamento continui, causando degli sconvolgimenti nei modelli meteorologici terrestri. Questo è quanto riferisce la NOAA (National Oceanographic and Atmospheric Administration), che ha appena pubblicato il 2018 Arctic Report Card, l’annuale relazione che ci aggiorna sullo stato delle regioni artiche. Secondo il rapporto, le temperature dell’aria nell’Artico sono cresciute a un tasso doppio rispetto al resto del pianeta, superando negli ultimi cinque anni tutti i record precedenti dal 1900. Questa tendenza sembra alterare la forma e la forza della corrente d’aria che influenza il meteo nell’emisfero settentrionale e provocare eventi meteorologici anormali. Il riscaldamento atmosferico, inoltre, continua a generare tendenze a lungo termine, come il declino del manto nevoso terrestre, lo scioglimento della calotta groenlandese e l’espansione e l’inverdimento della vegetazione della tundra artica. Nonostante si osservi un aumento della vegetazione disponibile per il pascolo, le popolazioni di branchi di caribù e renne selvatiche che abitano la tundra artica sono diminuite quasi del 50% negli ultimi due decenni. A causa dell’aumento delle temperature, il ghiaccio del mare artico rimane giovane, oltre ad essere meno estero e più sottile: negli ultimi dodici anni i satelliti hanno rilevato una continua e costante riduzione della superficie del ghiaccio artico. Il riscaldamento dell’Oceano Artico coincide anche con la proliferazione di alghe che influenzano negativamente gli ecosistemi marini e le catene alimentari. Infine, si riscontra una crescente contaminazione di microplastiche, che rappresentano una minaccia per gli uccelli marini e la vita marina.


“Il continuo riscaldamento dell’atmosfera e dell’oceano in Artico sta determinando un grande cambiamento nell’ambiente”: lo fa “in modo prevedibile, ma per certi versi, anche inatteso”, scrivono gli esperti. “Nuove minacce stanno emergendo rapidamente evidenziando il livello di incertezza nelle dimensioni del cambiamento ambientale che ci attende”. Nonostante questo avvertimento da parte della comunità scientifica, lo scioglimento del ghiaccio artico ha in realtà suscitato l’interesse di nazioni come gli Stati Uniti, il Canada e la Russia, aprendo nuove rotte marittime e ampliando l’accesso a una regione ritenuta ricca di petrolio e minerali. Sia USA che Russia, infatti, hanno espresso interesse a potenziare le trivellazioni.

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