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pubblicato il 15 novembre 2018 in aria

2018: caldo da record in Italia

Secondo i dati elaborati dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) in Italia il 2018 è stato, ad oggi, l’anno più caldo degli ultimi due secoli. Nella prima settimana di novembre, ISPRA fa il punto della situazione sul clima nella nostra penisola e fornisce una sintesi di dati su piogge e venti che nel mese di ottobre hanno colpito il nostro Paese. Secondo una stima provvisoria dell’anomalia della temperatura media, in Italia il 2018 risulta essere l’anno più caldo (+1,77 °C rispetto al valore normale di riferimento 1961-1990) di tutta la serie storica di dati controllati ed elaborati dall’Ispra, cioè almeno dal 1961. Ma in base a studi che ricostruiscono il clima del passato, si può affermare che l’anno in corso risulta essere l’anno più caldo da almeno 2 secoli circa.

Anomalie della temperatura media globale (fonte: NCDC/NOAA) e in Italia (fonte: ISPRA) rispetto ai valori climatologici normali 1961 – 1990 (elaborazione dati scia.isprambiente.it)

Finora, la temperatura media in Italia nel 2018 è stata sempre nettamente superiore al valore normale, ad eccezione dei mesi di febbraio e marzo; i mesi relativamente più caldi sono stati gennaio e aprile, con anomalie di oltre 2,5 °C rispetto al valore normale di riferimento. Ma anche novembre si sta confermando un mese anomalo per quanto riguarda le temperature: in Sardegna, per esempio, nella prima metà di novembre si registrano temperature intorno ai 20 gradi.

Mappe di anomalia di temperatura media in Italia degli ultimi 4 mesi, rispetto al valore climatologico 1961-1990. (Fonte: ISPRA, elaborazione dati scia.isprambiente.it)

Nel mese di ottobre, tutta la nostra penisola è stata investita da diversi eventi meteorologici estremi che hanno determinato gravi conseguenze per la popolazione, l’ambiente e il territorio. Il 19 ottobre una serie di eventi temporaleschi molto intensi ha colpito la Sicilia orientale, causando alluvioni e gravi danni alle abitazioni, alle strutture e al territorio di una vasta area, soprattutto in provincia di Catania. A fine ottobre un’estesa ondata di maltempo ha colpito tutta l’Italia, in particolare il nord. Le precipitazioni più elevate sono state registrate nelle zone prealpine, con valori di oltre 400 mm in Friuli-Venezia Giulia e di oltre 300 mm in Liguria, Veneto e Lombardia.

Oltre le precipitazioni, anche il vento ha fatto registrare valori intensi. Diverse stazioni meteorologiche della rete nazionale hanno registrato velocità del vento dell’ordine di 100 km/h con raffiche fino a circa 180 km/h in montagna (Monte Cimone) e tra 140 e 150 km/h sul mare (Capo Carbonara e Capo Mele).

Una sintesi dei dati e delle informazioni meteo climatiche sugli ultimi eventi del clima in Italia è stata trasmessa dall’ISPRA all’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO), che sta curando la redazione del “WMO Annual Statement on the Status of the Global Climate in 2018”. L’ISPRA collabora anche con il Dipartimento di Protezione Civile Nazionale, fornendo dati, indici e prodotti climatici.

di Lucia Laurenza

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