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pubblicato il 9 novembre 2018 in energia

La plastica recuperata nel fiume Po diventa una casa rifugio

Il riciclo della plastica, oltre a essere sostenibile, diventa anche solidale, grazie alla collaborazione fra Corepla e l’associazione Waste Free Oceans (WFO). Infatti, i rifiuti raccolti sul fiume Po grazie al Progetto pilota ‘Il Po d’AMare’, che prevede tecniche innovative per intercettare e riciclare i rifiuti presenti nelle acque fluviali, sono stati utilizzati per costruire case rifugio a basso costo per comunità che hanno perso le loro abitazioni a causa di disastri naturali. Il primo prototipo mondiale di “casetta/rifugio”, esposto alla Fiera Ecomondo a Rimini, è stato realizzato con plastica riciclata proveniente sia dalla raccolta differenziata del circuito Corepla sia dalla raccolta sperimentale sul fiume Po. Questo prototipo fa parte di una serie di progetti denominati “Closing the loop” realizzati da Waste Free Oceans con varie aziende, con l’obiettivo di trasformare i rifiuti raccolti nei mari, nei fiumi e nei campi profughi in prodotti innovativi e sostenibili.
Da circa tre mesi il Po è al centro di una nuova sperimentazione, ribattezzata con il nome ‘Il Po d’AMare’: a 40 km dalla foce il Corepla, insieme a Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e Castalia, ha messo all’opera Seasweeper, un sistema di barriere fisse galleggianti e di imbarcazioni a pescaggio ridotto per il contenimento e la raccolta della plastica presente nel fiume (per saperne di più: “A pesca di rifiuti sul Po“). La plastica proveniente dal fiume più lungo d’Italia, trasformata in granuli di plastica riciclata, è stata poi inviata all’impianto Storm Board del gruppo inglese Protomax Plastics, azienda specializzata nella produzione di tavole in plastica riciclata che trovano impiego soprattutto nel settore dell’edilizia, e in seguito trasformati in pannelli destinati a costruire le case rifugio.
Il Po d’AMare diventa anche un Po solidale – commenta Antonello Ciotti, presidente di Corepla Ci auguriamo infatti che questo progetto sperimentale di raccolta e riciclo della plastica avviato sul fiume Po possa favorire, oltre alla creazione di reti e opportunità per i territori, le imprese e il sapere scientifico, anche un concreto strumento per affrontare situazioni di emergenza. Valorizzando così proprietà ed energie di questo materiale“. Al termine di Ecomondo, i pannelli del prototipo saranno spediti ad Atene, per la realizzazione di un rifugio provvisorio in un campo profughi con l’obiettivo, in futuro, di utilizzare allo stesso scopo i rifiuti plastici prodotti e raccolti nel campo stesso.

 
 
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