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pubblicato il 2 novembre 2018 in la vita

Living Planet 2018

“Siamo la prima generazione che ha una chiara idea del valore della natura e dell’enorme impatto che le abbiamo causato. Possiamo però essere anche l’ultima che può agire per invertire questo trend. Da qui al 2020 ci troviamo in un momento decisivo della storia”.

Il messaggio del dodicesimo Rapporto Living Planet 2018 del WWF, che fa il punto sullo stato di salute della popolazione di animali di tutto il mondo, è chiaro: l’impatto della specie umana sul nostro pianeta e in particolare sulla biodiversità è insostenibile. È la prima volta nella storia del pianeta che una specie ha un impatto simile sugli ecosistemi ed è responsabile di un’estinzione di massa. Il nostro sovraconsumo, che ha causato una domanda crescente di energia, suolo e acqua, ci ha condotto in una nuova epoca geologica, l’Antropocene. Negli ultimi 50 anni la nostra impronta ecologica, la misura del consumo delle risorse naturali,  è incrementata del 190%. In questa edizione 2018, la didicesima del Living Planet Report, l’indice include i dati dal 1970 al 2014 e mostra un declino globale del 60% nella dimensione delle popolazioni di vertebrati che, in pratica, significa un crollo di più della metà in meno di 50 anni.


L’Indice del Pianeta Vivente (Living Planet Index) è un indicatore dello stato della biodiversità globale, elaborato dal WWF e dalla Zoological Society of London, che valuta lo stato di salute della biodiversità del nostro pianeta. L’indice, utilizzato per la prima volta nel 1998, da due decenni registra l’abbondanza di 16.704 popolazioni di oltre 4.000 specie di mammiferi, uccelli, pesci, rettili e anfibi (specie di vertebrati selezionate in maniera scientifica) di tutto il mondo e ne analizza i trend.
La biodiversità sostiene tutta la vita sulla Terra. I sistemi naturali e i cicli biogeochimici che la diversità biologica genera consentono un funzionamento stabile dell’atmosfera, degli oceani, delle foreste, dei vari territori e dei bacini idrici. Per questo motivo il Living Planet Report 2018 richiama a un impegno deciso per invertire la tendenza negativa della perdita della biodiversità. Il mondo necessita di obiettivi ben definiti e di un set di azioni credibili per ripristinare i sistemi naturali e ristabilire un livello capace di dare benessere e prosperità all’umanità. È necessaria un percorso chiaro per l’agenda post 2020 sulla biodiversità capace di:

  • individuare obiettivi chiari per raggiungere la difesa della biodiversità;
  • sviluppare un set di indicatori rilevanti capaci di registrare i progressi  della riduzione della perdita di biodiversità;
  • accordarsi su una serie di azioni concrete che raggiungano collettivamente gli obiettivi nei tempi dati.

Creare un sistema più sostenibile richiede significativi cambiamenti nelle attività di produzione e consumo. Il rapporto sottolinea l’urgenza di lanciare un Global Deal per la natura e le persone capace di risolvere le questioni cruciali del nostro futuro, come garantire l’alimentazione a una popolazione crescente, limitare il riscaldamento globale a 1,5°C e tutelare la natura.

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