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pubblicato il 19 luglio 2018 in energia

A pesca di rifiuti sul Po

Comincia dal fiume più lungo d’Italia l’operazione contro i rifiuti in mare, grazie all’iniziativa “Il Po d’AMare”, il primo progetto sperimentale di prevenzione di rifiuti marini, presentato ieri (18 luglio) presso il Castello Estense di Ferrara. Il progetto, promosso dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, Corepla e Castalia, e realizzato grazie al coordinamento istituzionale dell’Autorità di Bacino distrettuale del fiume Po e con il patrocinio del Comune di Ferrara e dell’AIPO (Agenzia Interregionale per il fiume Po), prevede tecniche innovative per intercettare i rifiuti presenti nelle acque fluviali e, per quanto riguarda le plastiche, operare la loro selezione ed avviarle al riciclo.
Per contenere l’inquinamento marino, infatti, bisogna agire partendo dai fiumi, che costituiscono la corsia preferenziale attraverso la quale i rifiuti – soprattutto le macroplastiche – raggiungono il mare. Recenti studi dimostrano che oltre l’80% della plastica che arriva in mare è trasportato dai fiumi e deriva da attività terrestri. Il Po, che attraversa tutto il Settentrione, toccando 4 regioni e 13 province, contribuisce a fare dell’Adriatico il mare italiano con la maggiore presenza di rifiuti.
La raccolta dei rifiuti galleggianti prevista dal progetto pilota si avvarrà di “Seasweeper” letteralmente “spazzino del mare” – un sistema di reti fisse e di imbarcazioni a pescaggio ridotto (Sea Hunter), per il contenimento e la raccolta della plastica galleggiante e semiaffondata che arriva dai fiumi.

Le operazioni di recupero dei rifiuti. Crediti: TeleAmbiente

Il sistema di barriere galleggianti SeaSweeper non interferisce con la vita del fiume e non arreca danno alla flora e fauna, in quanto la raccolta viene eseguita solo nella parte superficiale della colonna d’acqua. I rifiuti raccolti verranno portati a riva e poi trasportati presso l’impianto Transeco a Zevio (VR), a circa 75 km di distanza, dove avverrà una prima separazione delle diverse frazioni, con la selezione della componente plastica da inviare a successivi trattamenti e lo smaltimento della frazione estranea non recuperabile. La frazione plastica verrà poi inviata al centro di selezione D.R.V. (località Torretta a Legnago, VR), un centro di selezione Corepla capace di suddividere, mediante una rete di lettori ottici, gli imballaggi in base alle diverse frazioni polimeriche per l’avvio al riciclo o al recupero energetico.
La barriera anti-marine litter è stata realizzata nel tratto del fiume Po in località Pontelagoscuro (Comune di Ferrara) a 40 km dalla foce così da consentire una stima dei rifiuti presenti lungo quasi l’intero corso del fiume. I costi di questo progetto pilota – che avrà una durata di circa due mesi – saranno interamente coperti da Castalia e Corepla, con l’obiettivo di valutare la possibilità di costruire una vera filiera stabile.

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