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pubblicato il 5 giugno 2018 in terra

Giornata mondiale dell’ambiente

Il 5 giugno si celebra la Giornata Mondiale dell’Ambiente, durante la quale i governi di tutto il mondo, ma anche i singoli cittadini, sono chiamati a riflettere sulla salute del nostro pianeta.

Ogni anno l’ONU sceglie una tematica di particolare rilevanza che focalizza l’attenzione su un problema ambientale particolarmente urgente e un Paese che ospiterà le celebrazioni ufficiali. Il tema scelto per il 2018, con il lancio dell’hastag #BeatPlasticPollution, è la lotta alla plastica monouso, al quale è stato associato lo slogan “If you can’t reuse it, refuse it!”, mentre il Paese ospitante di quest’anno è l’India (anche l’Italia è stato un Paese ospitante nel 2015).

Questa ricorrenza fu istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite 46 anni fa per sensibilizzare i governi e la popolazione sulle grandi tematiche ambientali. Era infatti il 15 dicembre 1972 quando fu approvata la Risoluzione 2994 in cui si legge: “L’Assemblea Generale designa il 5 giugno come Giornata Mondiale dell’Ambiente ed esorta i governi e le organizzazioni delle Nazioni Unite a intraprendere in tutto il mondo durante questa data delle attività per riaffermare la preoccupazione per la conservazione e il miglioramento dell’ambiente, al fine di approfondire la consapevolezza ambientale e perseguire la determinazione espressa nella Conferenza”.

Secondo l’Unep (il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente) si stima che in tutto il mondo un milione di bottiglie in plastica venga acquistato ogni minuto, mentre ogni anno vengono utilizzati 5 trilioni di sacchetti di plastica monouso. Oggi produciamo circa 300 milioni di tonnellate di rifiuti in plastica ogni anno, che è quasi equivalente al peso dell’intera popolazione umana.

Le stesse proprietà che rendono la plastica cosi utile (è un materiale economico e facile da realizzare, leggero ma resistente) la rendono al tempo stesso un grande pericolo per l’ambiente: i sacchetti di plastica e i contenitori in polistirolo possono richiedere fino a migliaia di anni per decomporsi, rimanendo perciò in un ecosistema per secoli, contaminando suolo e acqua.

Nel rapporto ONUThe state of plastic”, studi riportano che di tutta la plastica prodotta solo il 9% viene riciclata, il 12% viene distrutta negli inceneritori e il restante 79% viene accumulata nelle discariche o viene dispersa nell’ambiente. Quindi gran parte della plastica prodotta è progettata per essere utilizzata una sola volta e gettata via. In particolare, ogni anno negli oceani di tutto il mondo si accumulano 8 milioni di tonnellate di plastica, che danneggiano la biodiversità, l’habitat marino e potenzialmente la nostra salute.

Le Nazioni, i governi ma anche i singoli cittadini, siamo tutti chiamati a partecipare a questa lotta alla plastica monouso perché, se continueremo a produrre e soprattutto a usare plastica monouso a questi ritmi, nel 2050 i nostri oceani conterranno più plastica che pesci.

A cura di Lucia Laurenza

Fonti:

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