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pubblicato il 30 maggio 2018 in energia

Il futuro dell’e-mobility sta nella chimica delle batterie

La mobilità elettrica ha raggiunto un nuovo record nel 2017, superando i 3 milioni di unità. A livello globale la Cina domina  il mercato con quasi 580.000 e-car vendute in un anno, seguita dagli Stati Uniti con 280.000 vetture). I Paesi del nord Europa rimangono leader per quota di mercato, ossia per la percentuale di veicoli elettrici  immatricolati sul totale.I risultati positivi non si limitano alle auto, infatti lo scorso anno gli autobus elettrici hanno raggiunto i 370mila mezzi attivi a livello mondiale e mentre le e-bike hanno superato con slancio il traguardo dei 250 milioni. Per poter continuare a far crescere questo settore anche nel futuro a medio e lungo termine sono necessari nuovi sforzi su uno degli elementi chiave dei veicoli “con la spina”: le batterie.
Secondo il nuovo Global Electric Vehicle (EV) Outlook 2018 dell’Agenzia Internazionale dell’Energia IEA, che fa il punto della situazione sulla mobilità elettrica, le batterie rappresentano il punto cruciale dal quale dipende  il futuro del mercato dell’e-mobility. Si punta così l’attenzione sui nuovi materiali dell’energy storage rispetto ai minerali “classici” come nichel, litio e cobalto. Queste materie prime si portano dietro problemi non indifferenti, a partire dall’approvvigionamento. Ad esempio il 60% del cobalto utilizzato proviene dalla Repubblica Democratica del Congo e il 90% del minerale grezzo estratto nel paese africano è raffinato in Cina, potenza che controlla la quasi totalità della filiera.
In questo contesto diventa fondamentale la capacità di innovare e proporre soluzioni alternative. Il rapporto dell’IEA afferma anche che, per garantire l’aumento della diffusione dei veicoli elettrici nel rispetto degli obiettivi di sostenibilità sociale e ambientale, dovranno essere adottati standard minimi sul lavoro e sulle condizioni ambientali. Il che significa anche riuscire a migliorare i processi di riciclo delle batterie a fine vita. Gli scenari elaborati dall’Agenzia prevedono che al 2030 si possa raggiungere un numero di e-car su strada variabile dai 125 ai 220 milioni.

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