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pubblicato il 17 maggio 2018 in la vita

It takes two to tango: danza e amore nel regno animale

Dal tango alla danza del ventre, dal flamenco alla tarantella, dagli antichi palazzi d’Oriente alle discoteche, il ballo è – oltre che una vera e propria arte – sinonimo di passione e arte della seduzione. Lo sanno bene le culture di ogni tempo e di ogni luogo, che, ciascuna nelle proprie forme, ha delle tradizioni legate alla danza, celebrata in tutto il mondo in 29 aprile, Giornata internazionale della danza, stabilita dall’Unesco.
Ma ballare non è prerogativa del genere umano e sono numerose le specie animali che, per diverse ragioni, ricorrono a movimenti che ci fanno pensare alla danza. Ad esempio, le api volano con movimenti estremamente sofisticati e codificati per informare le proprie “colleghe” della posizione dei fiori più succulenti; alcuni stormi di uccelli sincronizzano il proprio volo muovendosi come un sol corpo per disorientare i predatori; i lemuri, i famosi mammiferi del Madagascar, saltellano aggraziatamente allargando le braccia come dei ballerini per mantenere l’equilibrio e muoversi efficacemente a terra in posizione bipede (gli arti superiori troppo corti non consentono infatti loro di camminare a quattro zampe); Hexabranchus sanguineus, il nudibranco noto anche con il nome di “Ballerina spagnola”, fluttua nell’acqua per allontanarsi da pericoli o da elementi di disturbo muovendo il mantello, adottando movimenti così eleganti da ricordare la gonna di una ballerina di flamenco. E ci fermiamo qui, perché gli esempi sono davvero infiniti.

Una delle ragioni principali per cui anche gli animali ballano, però, è la conquista del partner e, contrariamente a quello a cui siamo abituati noi, esemplari della specie Homo sapiens, a mettersi in mostra attraverso il movimento sono spesso gli esemplari maschi. Moltissimi uccelli, ad esempio, attraverso la danza mostrano alla femmina il proprio piumaggio e la propria forza, indice di un patrimonio genetico degno di essere trasmesso alla prole e, quindi, partner ideali per l’accoppiamento.
Tra le classi di animali che ricorrono a qualcosa di molto simile al ballo per sedurre la propria dolce metà, c’è sicuramente quella degli uccelli. I fenicotteri, che in inglese si chiamano “flamingo”, da cui deriva, per l’appunto, il nome del ballo spagnolo “flamenco”, sono noti per una performance collettiva che gli esemplari di sesso maschile mettono in scena per attirare l’attenzione delle femmine. In gruppo, gli animali si esibiscono in una vera e propria “parata”, con cui, allungando il collo e sprigionando le ali, risvegliano il desiderio delle femmine.

Rimanendo nella classe degli uccelli, sicuramente degni di nota sono anche gli uccelli del paradiso (Paradisaeidae), una famiglia dell’ordine dei passeriformi che vive nella foresta pluviale. Questi animali, dotati di un piumaggio colorato davvero caratteristico, eseguono delle vere e proprie coreografie, spesso accompagnate da un inequivocabile canto. Le danze di corteggiamento degli uccelli del paradiso variano da specie a specie ed è proprio a partire da questi comportamenti che i biologi hanno recentemente individuato la Lophorina niedda, precedentemente considerata una sottospecie di Lophorina superba, come una specie a sé (a questo proposito, leggi l’articolo su Pikaia.eu).

Adesso, però, spostiamoci dal mondo degli uccelli a quello degli aracnidi e in particolare al Maratus speciosus, noto anche con il nome di “ragno pavone”. Durante il corteggiamento i maschi di questa specie sollevano la terza coppia di zampe e l’addome, coloratissimo, mostrandoli alla femmina in una vera e propria danza, probabilmente per ridurne l’aggressività e predisporla all’accoppiamento.

Anche nell’acqua si può danzare. Lo sanno bene le balene con la gobba (Megaptera novaeangliae), un mammifero marino che può raggiungere i 17 metri di lunghezza. Queste balene si esibiscono in danze e acrobazie girando su se stesse nell’acqua, battendo la superficie dell’oceano, o dandosi dei colpi reciproci con le pinne. I maschi di questa specie emettono un canto particolare, che si ripete per diverse ore, probabilmente proprio per catturare l’attenzione delle femmine.

Così come ci sono dei mammiferi che danzano in acqua, ci sono anche dei pesci che si esibiscono in salti e balletti sulla terra, o, meglio, nel fango. Sono, appunto, i saltafango (Oxudercinae), dei pesci che passano il 90% circa del loro tempo fuori dall’acqua. Questi animali, che vivono nelle regioni tropicali e subtropicali, riescono a respirare attraverso la cute e la mucosa della bocca e della gola e scavano delle tane sotterranee per favorire la termoregolazione ed evitare i predatori. Siccome anche gli occhi di questi pesci si sono evoluti per vedere meglio fuori dall’acqua, anche il corteggiamento avviene sulla terraferma. I maschi di questa specie, per attirare l’attenzione delle femmine, si esibiscono in salti e balzi degni di Roberto Bolle!

Insomma, il movimento guidato dalla passione e dall’istinto della seduzione supera i confini tra specie e tra continenti. Del resto, per concludere con la citazione di una grandissima e rivoluzionaria ballerina di danza contemporanea, Marta Graham, “la danza è un canto del corpo, sia esso di gioia o di pena”.

A cura di Anna Pellizzone

 
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