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pubblicato il 11 aprile 2018 in energia

L’Italia delle fonti rinnovabili

Il GSE, Gestore dei Servizi Energetici, pubblica periodicamente dati e statistiche sulle fonti rinnovabili utilizzate in Italia. L’uscita del Rapporto Statistico “Energia da Fonti Rinnovabili in Italia – 2016” (pubblicato a dicembre 2017 e scaricabile dal sito del GSE) ci permette di tracciare un quadro sulla situazione attuale delle fonti rinnovabili in Italia, un settore in continuo sviluppo e cambiamento.
Secondo i dati del Rapporto statistico, le fonti rinnovabili di energia ricoprono un ruolo di primo piano nel panorama energetico italiano, trovando impiego diffuso sia per la produzione di energia elettrica (settore Elettrico) – di cui parleremo in dettaglio in seguito – sia per la produzione di calore (settore Termico), sia come biocarburanti per autotrazione (settore Trasporti). In ottica futura, questo ruolo dovrà essere ulteriormente rafforzato: la nuova Strategia Energetica Nazionale adottata nel  novembre  2017, infatti,  individua  nelle  FER  un  elemento  centrale  per  lo  sviluppo  sostenibile  del  Paese,  fissando obiettivi di crescita al 2030 più ambiziosi di quelli al momento proposti a livello comunitario. Nel 2016 gli impianti alimentati a fonti rinnovabili in Italia hanno raggiunto le 742.340 unità con una potenza installata complessiva pari a 52.273 MW. Rispetto al 2015, la potenza installata è aumentata di 790 MW (+1,5%), mentre la numerosità degli impianti è cresciuta complessivamente del 6,5% rispetto all’anno precedente.

Fonte: GSE – “Rapporto Statistico – Energia da fonti rinnovabili in Italia, Anno 2016”

Tra il 2003 e il 2016 la potenza efficiente lorda installata in Italia è passata da 19.663 MW a 52.273 MW, con un incremento di 32.610 MW e un tasso di crescita medio annuo della potenza complessiva pari al 7,2%; gli anni caratterizzati da incrementi maggiori di potenza sono il 2011 e il 2012.
Fin dagli inizi del ‘900 il parco elettrico nazionale rinnovabile è stato caratterizzato soprattutto da impianti che sfruttano la fonte idraulica. Negli ultimi anni la potenza installata di questi impianti è rimasta pressoché costante (+0,8% medio annuo) mentre le altre fonti rinnovabili sono cresciute in maniera considerevole grazie ai diversi sistemi d’incentivazione che ne hanno sostenuto lo sviluppo. Se nel 2000 la potenza degli impianti idroelettrici rappresentava circa il 91% della potenza installata da fonti rinnovabili, oggi la percentuale è scesa al 36%, grazie alla crescita esponenziale delle bioenergie e delle fonti eolica e solare.
A livello regionale la Lombardia si riconferma prima regione in Italia per potenza installata con 8.048,5 MW (pari al 15,6% della potenza installata nazionale), seguita dalla Puglia con 5.267,8 MW (pari al 10,2%) e dal Piemonte con 4.587,8 MW (pari al 8,9%).

La produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili
La produzione da fonti rinnovabili, che dal 2008 al 2014 aveva segnato ogni anno nuovi primati, nel 2016 è stata pari a  108.022 GWh, in diminuzione rispetto di circa 880 GWh rispetto all’anno precedente (-0,8%).
Anche per il 2016 l’idroelettrico ha rappresentato la fonte che contribuito maggiormente alla produzione di energia elettrica, anche se con valori in diminuzione rispetto al 2015 (-6,8%): con 42.432 GWh ha coperto il 39% della produzione totale da fonti rinnovabili. Mentre fino al 2008 il trend dell’elettricità generata dalle fonti rinnovabili è stato guidato principalmente dalla fonte idraulica, negli ultimi anni è cresciuta l’importanza delle “nuove rinnovabili” (solare, eolica e bioenergie), che nel 2016 hanno contribuito per il 61% alla produzione nazionale di energia elettrica da fonte rinnovabile.

Fonte: GSE – “Rapporto Statistico – Energia da fonti rinnovabili in Italia, Anno 2016”

Per meglio apprezzare l’evoluzione delle fonti eolica, solare, geotermica e la biomassa nel decennio dal 2006 al 2015, il grafico sulla produzione da fonte rinnovabile in Italia non include l’idroelettrico.

Fonte: GSE – “Rapporto Statistico – Energia da fonti rinnovabili in Italia, Anno 2016”

Nel 2016 la fonte  solare  ha  contribuito  alla  produzione  di energia elettrica con 22.104  GWh,  valore in  calo  per  il  primo  anno  in  assoluto (-3,7% rispetto al 2015);  tale diminuzione è attribuibile  principalmente  a  un  irraggiamento  sul  territorio  nazionale  più  basso  rispetto all’anno precedente. Notevole invece la performance dell’eolico, grazie al quale sono stati prodotti 17.689 GWh: una produzione in crescita di quasi 3 TWh rispetto al 2015 (+19,2%). La produzione da bioenergie nel 2016 si è attestata invece sui 19.509 GWh, lo 0,7% in più rispetto al 2015.  Nell’ultimo decennio la fonte eolica, solare e le bioenergie, che rappresentano le fonti più promettenti dal punto di vista dello sviluppo tecnologico e degli investimenti in Italia, hanno dato un contributo sempre maggiore alla produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile. Per quanto riguarda l’idroelettrico, in Italia si è quasi giunti al limite massimo dello sfruttamento possibile, poiché i siti più favorevoli e convenienti dal punto di vista tecnico ed economico sono già stati utilizzati. Di conseguenza il futuro dell’idroelettrico in Italia, il cui tasso di sviluppo annuo è pari a circa l’1%, sembra consistere nella sola realizzazione di impianti di piccole dimensioni (mini idroelettrico).
Per quanto riguarda la distribuzione regionale della produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile, le regioni del nord Italia contribuiscono per il 51,8% alla produzione nazionale, grazie alla presenza della quasi totalità degli impianti idroelettrici presenti in Italia. In particolare sono da evidenziare le quote della Lombardia e quelle del Piemonte, che contribuiscono alla produzione nazionale rispettivamente con il 15,1% e con il 9,4%. Tra le regioni dell’Italia centrale, che contribuiscono per il 15,8% alla produzione nazionale, spicca la Toscana che, grazie al geotermico, contribuisce per l’8,1% alla produzione nazionale. Nel sud Italia (isole comprese), che contribuisce per il restante 33,2%, la Puglia, seguita dalla Sicilia e dalla Calabria, è la regione che concorre maggiormente alla produzione nazionale.
Nel 2016 il contributo della produzione rinnovabile alla produzione totale di energia elettrica è stato pari al 37,3%. In Italia, infatti, gli idrocarburi e, in particolare il gas naturale, rimangono ancora le principali fonti utilizzate per la produzione di energia elettrica.

Le fonti rinnovabili in dettaglio

Il solare fotovoltaico in Italia
Al 31 dicembre 2016 gli impianti fotovoltaici in Italia erano 732.053  (il 98,6% del totale degli impianti a fonte rinnovabile) con una potenza installata pari a 19.283 MW (pari al 37% della potenza dell’intero parco impianti rinnovabile). Rispetto all’anno precedente, nel 2016 si è registrato un incremento pari al 26% della potenza installata e al 6,4% del numero di impianti fotovoltaici. Dal 2008 al 2011 il numero degli impianti fotovoltaici è andato più che raddoppiando di anno in anno. Alla fine del 2012 sul territorio nazionale erano installati oltre 480.000 impianti, che hanno quasi raggiunto la quota di 648.196 impianti a fine 2014. Dal 2013, con la cessazione del Conto Energia, i ritmi di crescita sono significativamente  meno sostenuti.
A livello regionale il 44% della potenza installata è al Nord, il 38% al Sud e il 18% al Centro. Con 2.623 MW la Puglia si conferma la regione italiana con la maggior potenza installata, pari al 13,6% del totale nazionale, seguita a distanza dalla Lombardia con 2.178 MW (11,3%).
Per quanto riguarda il numero di impianti, a livello regionale il 54% degli impianti si trova al Nord, il 29% al Sud e, infine, il 17% nelle regioni del centro Italia. La regione con il maggior numero di impianti è Lombardia con 109.108 impianti (pari al 14,9% del totale nazionale), seguita dal Veneto con 99.486 (13,6%).
Infine, per quanto riguarda la produzione di energia elettrica da solare fotovoltaico, nel 2016 sono stati prodotti 22.104 GW: per il primo anno si assiste ad una diminuzione della produzione rispetto all’anno precedente (-3,7%). Il contributo della fonte solare alla produzione nazionale di energia elettrica nel 2016 è stato pari al 6,9%.

L’eolico
Gli impianti eolici presenti in Italia a fine 2016 erano 3.598 per una potenza installata pari a 9.410 MW. L’89% degli impianti eolici in Italia è di piccole dimensioni (potenza inferiore a 1 MW), mentre il 90,3% della potenza installata (8.426 MW) si concentra nei 280 parchi eolici di potenza maggiore di 10 MW. Dal 2000 al 2016 si è assistito a una forte crescita dei parchi eolici in Italia, intensificatasi in particolar modo negli ultimi anni. Alla fine del 2000 gli impianti installati erano 55 con una potenza pari a 363 MW e la fonte eolica rappresentava solo il 2% della potenza degli impianti a fonte rinnovabile in Italia. Nel 2016, con 9. 410 MW installati, la potenza degli impianti eolici rappresenta il 18% di quella relativa all’intero parco impianti rinnovabile.
A causa delle caratteristiche ambientali e territoriali del nostro Paese il 96,7% della potenza installata italiana e l’89,1% degli impianti sono situati nelle regioni del Sud Italia e nelle isole, dove la ventosità, l’orografia e l’accessibilità dei siti sono favorevoli all’installazione di impianti eolici. La Regione con la maggiore potenza installata è la Puglia (2.441 MW, pari al 25,9% del totale nazionale), seguono Sicilia e Campania, rispettivamente con una potenza installata di 1.795 MW (19,1%) e 1.351 MW (14,4%).
Per quanto riguarda la produzione di energia elettrica da fonte eolica, tra il 2003 e il 2016 è più che decuplicata, passando da 1.458 GWh a 17.689 GWh; nel 2016 , in particolare, si è registrato un incremento di produzione molto rilevante (2.845 GWh, +19,2% rispetto al 2015). Il contributo della fonte eolica alla produzione nazionale di energia elettrica nel 2016 è stato pari al 5,6%.

L’idroelettrico
Gli impianti idroelettrici presenti in Italia a fine 2016 erano 3.920 per una potenza installata pari a 18.641 MW. Tra il 2015 e il 2016 la numerosità degli impianti è aumentata del 6,1%, mentre l’incremento complessivo in termini di potenza installata è stato solo dello 0,5%. Tra il 2003 e 2016 la potenza degli impianti è aumentata secondo un tasso medio annuo pari allo 0,7%.
Nel corso degli ultimi anni, quindi, la potenza idroelettrica non è variata in modo considerevole, in quanto questi anni sono stati caratterizzati dall’entrata in esercizio di molti impianti di piccola taglia. Per il futuro si prevede che saranno realizzati soprattutto piccoli e mini impianti idroelettrici, in linea con quanto accaduto negli ultimi anni. Nonostante la crescita dell’idroelettrico sia poco rilevante, nel 2016 la potenza idroelettrica installata ha rappresentato il 36% di quella relativa all’intero parco impianti rinnovabile.
A livello regionale l’80,9% degli impianti idroelettrici sono installati nel nord Italia. In particolare in Piemonte (820 impianti), in Trentino Alto Adige (765) e in Lombardia (594) si trova il 55,5% degli impianti presenti in Italia. Anche in termini di potenza, il 75,9% è installato nelle Regioni del nord Italia: la Lombardia è al primo posto con 5.096 MW installati, seguita dal Trentino Alto Adige con 3.297 MW e dal Piemonte con 2.720 MW. L’unica regione del centro-sud che si contraddistingue per lo sfruttamento della fonte idroelettrica è l’Abruzzo con 1.011 MW di potenza installata.
Per la fonte idraulica, i fattori meteorologici rappresentano la ragione principale della variabilità della produzione di energia elettrica. Mentre la potenza degli impianti idroelettrici è cresciuta lievemente e gradualmente, nel periodo dal 2003 al 2016 la produzione ha invece subito variazioni molto significative: nel 2016 la produzione idroelettrica è stata pari a 42.432 GWh, in netto calo rispetto al 2015 (-6,8%) e pari al 13,4% della produzione nazionale di energia elettrica.

Bioenergie
Con il termine bioenergie si indica l’energia prodotta da biomasse (compresi i rifiuti solidi urbani), biogas e bioliquidi. Gli impianti alimentati con bioenergie presenti in Italia a fine 2016 erano 2.735 per una potenza installata pari a 4.124 MW (pari al 7,9% di quella relativa all’intero parco impianti rinnovabile). Nel 2016 la numerosità degli impianti è aumentata del 3,3%, mentre la potenza installata solo dell’1,7% rispetto all’anno precedente. Se si considera la potenza installata, il 40,5% proviene da impianti che bruciano biomasse solide, il 34,5% da impianti a biogas e il 25% da impianti a bioliquidi.
Il 73,4% degli impianti si trova in nord Italia e, in particolare, la Lombardia risulta essere la regione con il maggior numero di impianti (25,6%), seguita dal Veneto (13,3%). Il centro Italia contribuisce per il 14,4%, mentre il sud Italia e le isole per il 12,1%.
Per quanto riguarda la produzione di energia elettrica da bioenergie, nel 2016 è aumentata solo dello 0,6% passando dai 19.396 GWh del 2015 ai 19.507 GWh del 2016. Il contributo delle bioenergie alla produzione nazionale di energia elettrica nel 2016 è stato pari al 5,7%.

Il geotermico
Gli impianti geotermici presenti in Italia a fine 2016 erano 34 per una potenza installata pari a 815 MW. Tra il 2015 e il 2016sia la potenza degli impianti geotermoelettrici sia il numero è rimasto immutato. I 34 impianti presenti in Italia sono concentrati in un’unica regione, la Toscana. Per quanto riguarda la produzione di energia elettrica, nel 2016 sono stati prodotti 6.289 GWh. Nel 2016 la fonte geotermica rappresenta il 6% della produzione di energia elettrica dell’intero parco impianti rinnovabile in Italia e l’1,9% della produzione elettrica nazionale.
Il contributo della fonte geotermica alla produzione totale rinnovabile ha mostrato una certa variabilità negli anni, passando dal 9% del 2000 al valore massimo del 12% del 2007, per poi scendere al minimo del 5% del biennio 2013–2014, a causa della produzione progressivamente crescente da tutte le altre fonti rinnovabili. Rimane più costante il contributo della produzione geotermica alla produzione totale di energia elettrica in Italia, collocandosi, nell’arco temporale analizzato, nella fascia 1,6-2%.

a cura di Benedetta Palazzo

 
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