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pubblicato il 20 febbraio 2018 in terra

Agricoltura urbana, un potenziale da non trascurare

L’agricoltura urbana, pur non essendo sufficiente a sfamare le città e il nostro Pianeta, ha un potenziale da non trascurare. Infatti, potrebbe coprire il 10% della produzione globale di radici e tuberi, legumi e colture orticole. A stimarlo è stato un team internazionale di ricercatori, coordinato dall’Arizona State University, la cui analisi è stata pubblicata sulla rivista Earth’s Future. I ricercatori sono partiti dalle immagini satellitari di Google Earth,unite ai dati demografici e meteorologici, arrivando a stimare il potenziale globale dell’agricoltura urbana. I risultati indicano che, se l’agricoltura urbana venisse praticata in tutte le città del mondo, potrebbe produrre fino a 180 milioni di tonnellate di cibo, diventando così un potenziale strumento per la sostenibilità delle filiere e delle politiche ambientali. I ricercatori hanno anche valutato i servizi ecosistemici che fornirebbero le coltivazioni nelle aree cittadine: riduzione dell’effetto isola di calore, deflusso delle acque piovane, fissazione dell’azoto, controllo dei parassiti e risparmio energetico. È la prima volta che una ricerca scientifica indaga i potenziali ritorni in termini di servizi ecosistemici derivanti dall’adozione diffusa di pratiche agricole nelle città.
Pur non riuscendo a sfamare il mondo, l’agricoltura urbana potrebbe rappresentare una quota non trascurabile di agricoltura. Inoltre, i risultati di questa analisi indica che il capitale naturale nelle città può essere enormemente migliorato incentivando queste pratiche, con benefici non solo alimentari per i cittadini.

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