Brutte notizie per i leader mondiali riuniti a Bonn per la 23esima Conferenza delle Parti: dopo tre anni di stallo, le emissioni globali di anidride carbonica (CO2) tornano ad aumentare. A comunicarlo è un team di ricercatori attraverso una serie di rapporti del Global Carbon Project, secondo i quali le emissioni globali di gas serra di origine antropica raggiungeranno quota 41 miliardi di tonnellate nel 2017 (di cui 37 miliardi di tonnellate di CO2). Secondo le analisi è la Cina il principale imputato del cambio di trend: il Paese del dragone, infatti, aumenterà i gas serra in atmosfera del 3,5% a fine 2017. Nonostante la green economy sia in pieno boom in Cina, la crescita della domanda di energia è talmente rapida da dover essere soddisfatta utilizzando i combustibili fossili: per questo motivo l’utilizzo del carbone è aumentato di circa il 3%, il consumo di petrolio del 5% e quello dei gas naturale di circa il 12%. Un altro colosso che non accenna a fermare la sua crescita inquinante è l’India, dove le emissioni sono salite in media del 6% l’anno nell’ultimo decennio. Intanto la concentrazione di CO2 in atmosfera ha raggiunto le 403 parti per milione (ppm) nel 2016 e si stima che possa ancora crescere di 2,5 ppm nel 2017.Di certo questi dati non sono rassicuranti se pensiamo al raggiungimento degli obiettivi fissati dall’Accordo di Parigi del 2015, ovvero mantenere il riscaldamento globale al di sotto di 2°C. Resta da scoprire se l’aumento delle emissioni al termine di questo 2017 sarà stato solo un caso, o se invece è l’inizio di una fase di nuova crescita.

Per approfondire: Le emissioni di gas serra rallentano la loro crescita