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pubblicato il 6 novembre 2017 in aria

Al via la COP23

Ha finalmente preso il via l’incontro sul clima più atteso dell’anno, ovvero la XXIII Conferenza delle Parti della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (COP23), che si concluderà il 17 novembre. La COP23 è iniziata questa mattina a Bonn, in Germania: la città tedesca sarà la sede fisica dell’incontro, ma l’anima del vertice in realtà si trova nel cuore dell’oceano Pacifico, nelle isole Fiji, a cui è stata affidata la presidenza per quest’anno. La scelta di affidare la presidenza della Conferenza sul clima proprio alle isole Fiji ha un valore altamente simbolico, poichè gli stati isola, gli atolli e le piccole nazioni insulari sono i luoghi del Pianeta più a rischio a causa dei cambiamenti climatici. Molti Stati insulari, come Tuvalu o la Repubblica di Kiribati, si ritrovano già costretti a valutare programmi di evacuazione dei propri abitanti: i loro piccoli territori, infatti, potrebbero ritrovarsi sommersi dagli oceani, in crescita a causa dell’aumento delle temperature medie globali.


Il principale obiettivo della COP23 è quello di tradurre in azioni concrete gli obiettivi contenuti nell’Accordo di Parigi, documenti siglato nella capitale francese due anni fa nel corso della COP21. Ricordiamo che l’Accordo di Parigi è entrato formalmente in vigore il 4 novembre 2016 e mira a mantenere il riscaldamento globale al di sotto dei 2°C rispetto al periodo preindustriale. Come ha spiegato Frank Bainimarama, primo ministro delle Fiji e presidente della COP23 di Bonn, questa conferenza dovrà essere un ponte tra il lavoro fatto a Marrakech nel corso della COP22 e quello che sarà effettuato nel 2018 in Polonia in occasione della COP24. L’appuntamento previsto per la fine del prossimo anno a Katowice (che ospiterà la prossima Conferenza delle Parti) sarà cruciale: in quella occasione, infatti, i governi di tutto il mondo dovranno rivedere i cosiddetti Indc (Intended nationally determined contributions), ovvero le promesse di riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra presentate in modo ufficiale dalla comunità internazionale e depositate dagli Stati già prima della Cop 21 di Parigi. E’ indispensabile che gli Stati definiscano le linee guida per l’implementazione del trattato, che sta per diventare operativo, per far sì che questo sia effettivo a partire dal 2020. La COP deve anche lanciare un processo per incoraggiare i governi nazionali ad aumentare l’ambizione dei propri obiettivi nazionali a partire dal 2020.

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