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pubblicato il 26 ottobre 2017 in acqua

La calotta artica si sta sciogliendo più rapidamente del previsto

I ghiacci del Polo Nord si stanno sciogliendo più velocemente di quanto previsto finora. A dichiararlo è uno studio condotto dall’Università di Calgary in Canada, secondo il quale la superficie ghiacciata del Polo Nord potrebbe diminuire più velocemente di quanto previsto, a causa del fatto che le pur accurate misurazioni satellitari non hanno tenuto conto della differenza tra neve salata e ghiaccio marino. Secondo i ricercatori del Cryosphere Climate Research Group, il cui paper è stato recentemente pubblicato sulla rivista scientifica Geophysical Research Letters, la scomparsa totale dei ghiacci artici durante i mesi estivi, al momento prevista tra il 2040 e il 2050, potrebbe avvenire molto prima.
Lo studio mette in discussione le misure fornite nel corso dell’ultimo decennio da parte del satellite CryoSat-2 dell’Agenzia Spaziale Europea, il satellite più rilevante che misura lo spessore del ghiaccio marino dell’Artico. I ricercatori, infatti, ritengono che le stime satellitari sullo spessore del ghiaccio marino stagionale siano state sopravvalutate fino al 25% a causa delle proprietà saline della copertura nivale che si trova sopra il ghiaccio, che avrebbero compromesso l’accuratezza delle letture satellitari. «Il problema è che le misurazioni a microonde dai satelliti non penetrano molto bene la neve salata, pertanto le letture satellitari sovrastimano lo spessore del ghiaccio», ha spiegato Vishnu Nandan, che ha coordinato la ricerca. L’impossibilità di distinguere tra neve e ghiaccio ha tratto in inganno anche le tecnologie più evolute per il monitoraggio della Terra. Per questo i ricercatori hanno messo a punto un fattore di correzione che tiene conto la salinità della neve, fattore che dovrebbe essere preso in considerazione in tutte le stime future.

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