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pubblicato il 13 settembre 2017 in energia

Energia e fonti rinnovabili: a che punto siamo?

Il Renewable Energy Policy Network for the 21st Century (Ren21) pubblica periodicamente dati e statistiche sul mercato, l’industria, gli investimenti e le politiche riguardanti le fonti rinnovabili nel mondo. Questi dati sono illustrati e analizzati nel “Renewables 2017 Global Status Report”, giunto quest’anno alla dodicesima edizione. L’uscita del rapporto ci permette quindi di tracciare un quadro sulla situazione attuale delle fonti rinnovabili nel mondo, un settore in continuo sviluppo e cambiamento.
Analizzando i dati del Rapporto relativi al 2016, si scopre che questi ultimi anni sono stati caratterizzati da una crescita da record delle fonti rinnovabili, in particolare del solare e dell’eolico. La crescita più significativa delle energie rinnovabili si è registrata nel settore elettrico. Durante lo scorso anno, infatti, la potenza installata è cresciuta come mai prima, aggiungendo  circa nuovi161 GW, portando così il totale mondiale a  2.017 GW, che equivale a una crescita del 9% rispetto al 2015. Secondo il rapporto le rinnovabili, che a fine 2016 costituivano il 30% della potenza elettrica mondiale, sono state capaci di coprire il 24,5% della domanda elettrica, con l’idroelettrico che da solo fornisce il 16,6% dell’energia rinnovabile (vedi immagine di seguito). I Paesi con la maggiore potenza installata rinnovabile a fine 2016 sono stati la Cina, gli Stati Uniti, il Brasile, la Germania e il Canada.

Stima della quota di energie rinnovabili nella produzione mondiale di elettricità, anno 2016. Fonte: REN21, “Renewables 2017 Global Status Report”, modificato da Redazione eniscuola

Per quanto riguarda il riscaldamento e il raffrescamento degli edifici, nel 2016 le fonti rinnovabili hanno coperto circa il 25% dei consumi totali di energia di questo settore. In particolare, le biomasse tradizionali hanno contribuito per 2/3 della quota rinnovabile (sono una delle principali fonti di energia nei Paesi in via di sviluppo), il restante terzo è invece stato coperto dalle moderne rinnovabili. L’energia rinnovabile è anche utilizzata per il raffrescamento, un settore in rapida crescita, che offre un grande potenziale che tuttavia è ancora poco sfruttato. Durante il 2016, inoltre, è aumentata, soprattutto in Europa, l’integrazione delle rinnovabili nei sistemi di teleriscaldamento e condizionamento e l’impiego di sistemi ibridi per la produzione di acqua calda sanitaria. Per concludere, nonostante vi sia un vasto potenziale rinnovabile e siano disponibili innovazioni tecnologiche nel settore del riscaldamento/raffrescamento degli edifici, l’impiego delle rinnovabili è ancora marginale in questo ambito.
Anche nel settore dei trasporti l’impiego delle fonti rinnovabili risulta circoscritto a una esigua quota rappresentata prevalentemente dai biocarburanti liquidi (etanolo e biodiesel), che coprono il 4% dei consumi. Il petrolio, infatti, è la fonte predominante che copre il 93% dei consumi finali di energia del settore dei trasporti. A fianco dei  biocarburanti liquidi vi sono i biocarburanti gassosi, tra cui il biometano, il cui utilizzo però è ancora limitato a causa di alcuni limiti che bloccano la penetrazione del biogas nel settore dei trasporti, tra cui la mancanza di regolamentazioni in materia di accesso alla rete di trasporto del gas naturale, la mancanza di infrastrutture diffuse sul territorio, i costi ancora relativamente elevati. La maggior parte della produzione di biogas per i trasporti è concentrata in Europa e negli Stati Uniti.
Le fonti rinnovabili, infine, sono utilizzate per fornire elettricità a treni, metropolitana, tram e veicoli elettrici a due e quattro ruote attraverso l’utilizzo di batterie per immagazzinare l’energia rinnovabile o attraverso l’utilizzo di idrogeno ottenuto grazie a fonti rinnovabili. Gli ostacoli all’elettrificazione nel settore dei trasporti includono i costi relativamente elevati per l’acquisto di veicoli elettrici, la durata limitata della batteria e la mancanza di infrastrutture per la ricarica delle batterie. Nella maggior parte dei paesi in via di sviluppo, inoltre, si aggiunge la mancanza di un’elevata fornitura di energia elettrica che riduce l’attrattiva verso l’impiego dell’elettricità per il trasporto.
A seguito dello storico accordo sul clima di Parigi del dicembre 2015 (COP21), la comunità internazionale ha concentrato l’attenzione sulla decarbonizzazione del settore dei trasporti, sebbene solo 22 degli INDC (Intended Nationally Determined Contribution, ovvero gli impegni sulla riduzione delle emissioni di gas serra che i Paesi partecipanti hanno presentato volontariamente prima dell’inizio della COP21) presentati si riferiscano specificamente alle energie rinnovabili nel settore dei trasporti e solo due (Niue e Nuova Zelanda) colleghino i veicoli elettrici alle energie rinnovabili.
Nel corso del 2016 alcuni governi, soprattutto in Europa, hanno iniziato a studiare strategie a medio e lungo termine per decarbonizzare il settore, spesso coinvolgendo cambiamenti strutturali a lungo termine; molti hanno anche considerato o sviluppato strategie per collegare più strettamente i settori del trasporto e dell’elettricità. Ad esempio, il piano d’azione climatico tedesco, sviluppato nel 2016, mira a ridurre le emissioni nel settore dal 40 al 42% entro il 2030, con un obiettivo a più lungo termine di decarbonizzare  completamente il settore. Tuttavia, gran parte delle discussioni internazionali sulla decarbonizzazione ha riguardato l’elettrificazione dei trasporti, con poca attenzione volta a garantire un approvvigionamento di energia elettrica rinnovabile.

Successi rinnovabili
L’evoluzione delle energie rinnovabili negli ultimi dieci anni ha superato tutte le aspettative, infatti, la capacità globale installata e la produzione di energia sono aumentate notevolmente e si è osservata sin dai primi anni del 2000 una tendenza all’aumento degli investimenti e delle politiche a favore delle energie rinnovabili. Le crisi energetiche ed economiche degli ultimi anni e la crescente attenzione e impegno nella mitigazione dei cambiamenti climatici sono state il motore che ha mosso questo rapido sviluppo, superando tutte le previsioni di crescita. Inoltre, alcuni Paesi pionieri nel settore delle rinnovabili, quali Germania, Danimarca, Spagna e Stati Uniti, hanno posto le basi per i primi progressi tecnologici, dando il via a una crescita esponenziale del mercato delle fonti rinnovabili.
I progressi della tecnologia e il rapido sviluppo delle energie rinnovabili, soprattutto nel settore dell’energia elettrica, hanno ampiamente dimostrato il loro potenziale. Oggi, le tecnologie rinnovabili  sono viste non solo come strumenti per migliorare la sicurezza energetica e per la mitigazione e l’adattamento al cambiamento climatico, ma sono anche sempre più riconosciute come investimento in grado di fornire vantaggi economici diretti e indiretti, riducendo ad esempio la dipendenza dall’importazione delle fonti fossili tradizionali. Contribuiscono inoltre al miglioramento della qualità dell’aria a livello locale, favoriscono l’accesso all’energia nelle zone rurali e contribuiscono alla creazione di nuovi posti di lavoro.
Il settore in cui è stata registrata la maggiore crescita è stato quello della generazione elettrica.
L’idroelettrico si conferma la prima tecnologia rinnovabile in termini di potenza utile installata. Durante il corso del 2016 sono stati installati 25 nuovi GW, con una capacità totale a fine anno di 1.096 GW. I primi Paesi per capacità installata si confermano Cina, Brasile, Stati Uniti, Canada, Russia e India, che insieme coprono  il 60% della potenza idroelettrica globale.
Per quanto riguarda il fotovoltaico, durante il 2016 sono stati installati 75 GW, raggiungendo così 303 GW di potenza in tutto il mondo. Se la forte crescita del solare negli ultimi dieci anni è stata guidata dall’Europa (il 70% degli impianti fotovoltaici si trova in Europa), si sta recentemente assistendo a un rapido aumento del mercato fotovoltaico in Cina. Basti pensare che la potenza fotovoltaica installata della Cina è cresciuta da 0,3 GW nel 2009 a 73,4 GW nel 2016 e che il 46% della nuova potenza installata nel corso del 2016 è dovuta a questo Paese.
Nonostante questi numeri, la crescita fino ad oggi riflette solo una piccola parte dell’enorme potenziale del mercato fotovoltaico: numerosi Paesi come l’Africa, il Medio Oriente, il Sud-Est Asiatico e l’America Latina devono ancora iniziare a impiegare l’elevato potenziale che hanno a disposizione.
Una crescita altrettanto degna di nota è stata quella dell’eolico, la cui potenza installata ha raggiunto il valore di 487 GW, con 55 nuovi GW installati nel 2016.. Per il mercato dell’eolico il 2016 è stato un altro anno favorevole, infatti, la riduzione dei costi e il perfezionamento delle tecnologie esistenti hanno reso l’eolico un’energia competitiva in un numero sempre maggiore di mercati. Per l’ottavo anno consecutivo l’Asia si conferma il più grande mercato, rappresentando circa la metà della capacità installata durante l’anno, seguita da Europa e Nord America. Il 75% della potenza eolica mondiale è localizzato in soli 10 Paesi: Cina, Stati Uniti, Germania, India, Spagna, Regno Unito, Francia, Canada, Brasile, Italia.
Le bioenergie (moderne e tradizionali) rappresentano ancora la fonte rinnovabile che maggiormente contribuisce a coprire i consumi primari di energia mondiali. Questa quota però è rimasta pressoché costante dal 2005 in avanti, pari a circa il 10,5%, nonostante vi sia stato un aumento del 21% della domanda globale di energia negli ultimi 10 anni. Nei Paesi in via di sviluppo le biomasse tradizionali sono ancora ampiamente utilizzate: si tratta di legna da ardere, carbone, residui agricoli e letame, bruciati in fuochi liberi , fornaci e forni per cucinare. Per quanto riguarda le moderne biomasse, quelle solide vengono maggiormente utilizzate per il riscaldamento e la produzione di energia elettrica, mentre i biocarburanti liquidi alimentano il settore dei trasporti.
Più modesta è stata invece la crescita del geotermico, che nel 2016 è cresciuta di soli 0,4GW, raggiungendo quota 13,5 GW di capacità installata globale.

E per il futuro?
L’energia rinnovabile è un fattore chiave della crescita sociale, politica ed economica, poiché fornisce importanti benefici, come un maggiore accesso all’energia, un miglioramento della salute, la parità sociale, la creazione di posti di lavoro. Le rinnovabili, inoltre, permettono di aumentare la sicurezza energetica nei paesi con poca o nessuna offerta interna di combustibili fossili, riducendo la dipendenza dalle importazioni delle tradizionali fonti di energia. Infine, contribuiscono a contenere le emissioni di gas a effetto serra prodotte dal settore energetico.
A fronte di quanto detto e al fine di raggiungere l’obiettivo di raddoppiare la quota di energia rinnovabile entro il 2030 come stabilito dal programma “Sustainable Energy for all” (http://www.se4all.org/ ) promosso dal Segretario Generale delle Nazioni Unite, è necessario almeno triplicare tutte le forme delle moderne fonti rinnovabili. Ancora più importante, bisogna cambiare l’approccio business-as-usual per la fornitura di energia e garantire che le questioni inerenti la domanda e l’offerta di energia siano affrontati contemporaneamente.

A cura di Benedetta Palazzo

Fonte:

 
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