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pubblicato il 18 luglio 2017 in spazio

Scoperta una stella più piccola di Giove

E’ più piccola di Giove e per questo EBLM J0555-57Ab si è aggiudicata il titolo di stella più piccola del firmamento.  Questa nuova stella da record è stata scoperta da un gruppo di ricerca coordinato dall’Università di Cambridge, che ha pubblicato il risultato sulla rivista Astronomy & Astrophysics. EBLM J0555-57Ab si trova nella costellazione del Camaleonte, a 600 anni luce dal nostro Sistema solare, e rasenta il limite di massa sotto il quale non si può più parlare di stelle, ma di nane brune. La caratteristica che rende un corpo celeste una stella è la capacità di fondere l’idrogeno. Per far questo è necessaria una massa del 7,5-8% almeno di quella del Sole. Al di sotto di questa soglia si trovano le nane brune, ossia corpi celesti che emanano una debole luce fondendo litio e deuterio (un isotopo dell’idrogeno). Con l’8,1% della massa del Sole, EBLM J0555-57Ab ha una massa appena sufficiente a garantire la fusione dei nuclei di idrogeno in elio. Un oggetto più piccolo non potrebbe garantire una pressione al centro della stella sufficiente a consentire a questo lo svolgimento di questo processo.

Rappresentazione grafica della stella più piccola mai scoperta, a confronto con Saturno e Giove e con la stella Trappist-1. Crediti: Amanda Smith

Record a parte, perchè le stelle di piccole dimensioni destano particolare attenzione fra astronomi e ricercatori? Il motivo è semplice: le stelle in miniatura, come quella appena scoperta, sono le candidate ideali per ospitare esopianeti potenzialmente abitabili, con acqua liquida in superficie, come la nota Trappist-1, una stella piccola e fredda circondata da sette pianeti simili alla Terra. Le stelle come EBLM J0555-57Ab sono numerose, ma poco studiate, perchè è molto difficile individuarle, proprio a causa delle loro ridotte dimensioni e della loro scarsa luminosità. Scovarle può essere più complicato che trovare un nuovo pianeta! EBLM J0555-57Ab è stata scoperta grazie ai dati raccolti dal cacciatore di esopianeti Wasp (gestito dalle università di Kelee, Warwick, Leicester e St Andrews). La piccola stella fa parte di un sistema binario ed è stata individuata mentre transitava di fronte al suo decisamente più voluminoso compagno, proprio mentre i ricercatori ne stavano analizzando la luminosità, in cerca di pianeti. Questo metodo, infatti, viene solitamente utilizzato per rilevare pianeti e non stelle.

Per saperne di più:

Leggi su Astronomy & Astrophysics l’articolo “‘A Saturn-size low-mass star at the hydrogen-burning limit“, di Alexander von Boetticher et al.

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