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pubblicato il 13 luglio 2017 in acqua

Antartide: iceberg gigante si stacca da Larsen C

Com’era previsto, si è staccato da Larsen C, in Antartide, uno degli iceberg più grandi della storia del continente antartico. A 68, così è stato battezzato l’iceberg, ha una superficie di circa 6000 chilometri quadrati e uno spessore di che medio di 200 metri, per un migliaio di miliardi di tonnellate di ghiaccio. Adesso che il distacco è avvenuto, la domanda che sorge spontanea è: cosa succederà? A breve termine, niente di particolare. L’iceberg che si è staccato faceva parte di una piattaforma glaciale, quindi il suo graduale scioglimento non farà aumentare il livello dei mari in modo significativo, poichè il ghiaccio galleggiava già in mare (per saperne di più guarda l’esperimento Iceberg, banchise e ghiacciai).

Crediti: ESA

Il distacco dell’iceberg A68 ha cambiato per sempre il profilo della piattaforma Larsen C, che si è ridotta circa del 10%. Adesso è difficile prevedere il destino di questa grande massa ghiacciata. Secondo i ricercatori, dato il suo elevato spessore sotto il livello del mare, l’iceberg potrebbe incagliarsi nel fondale e metterci alcuni giorni prima di liberarsi. Le correnti presenti nella zona potrebbero però favorire il movimento. Non si esclude, inoltre, come è avvenuto in altri casi, che possa rimanere dove si trova, pur staccato dalla piattaforma, creando una vicinissima isola di ghiaccio. Un’altra possibilità potrebbe essere quella che l’iceberg si fratturi creando tanti iceberg più piccoli. Qualunque sia il destino di A68, una cosa è sicura: la sua evoluzione sarà attentamente monitorata per stimare eventuali rotte ed evitare che costituisca un pericolo per la navigazione.
La perdita di una porzione così grande di ghiaccio dalla banchisa è interessante perché le piattaforme glaciali che circondano la penisola antartica svolgono un ruolo importante in quanto sostengono i ghiacciai continentali, rallentandone il flusso verso il mare. Le piattaforme Larsen A e B, sorelle di Larsen C, hanno perso gran parte dei loro ghiacci negli anni passati a causa del riscaldamento climatico e questo ha portato ad una rapida accelerazione dei ghiacciai continentali, con grandi volumi di ghiaccio finiti nell’oceano, il cui scioglimento ha contribuito all’aumento del livello del mare.

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