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L’erosione del suolo

Al pari dell’acqua, dell’aria e di altri elementi naturali, anche il suolo può essere considerata una risorsa; si tratta, però, di una risorsa non rinnovabile (FAO, 2015; APPA, 2012) – o potenzialmente rinnovabile se la si considera da un punto di vista geologico (Fedrizzi, 2011) – se si pensa che i suoi tempi di formazione sono molto più lunghi se rapportati alla durata della vita umana: un metro di suolo impiega dai 10.000 ai 50.000 anni per formarsi! L’erosione è un processo fisico naturale responsabile del modellamento continuo della superficie terrestre e che determina l’asportazione di materiale anche dalla superficie dei suoli. Molto spesso, tuttavia, l’uomo può accelerare i naturali processi di erosione del suolo, causandone una distruzione sempre più veloce rispetto ai suoi ritmi naturali di formazione. L’agricoltura intensiva è tra le principali cause dell’impoverimento dei suoli; l’utilizzo di fertilizzanti sintetici e di pesticidi, se da un lato accrescono la produzione agricola, dall’altro impoveriscono il suolo accelerandone i processi erosivi. La necessità di trovare nuovi terreni coltivabili, poi, ha portato nel tempo ad abbattere vaste porzioni di bosco; la deforestazione costituisce un altro pericolo maggiore per il suolo, che dopo pochi anni si inaridisce, rimanendo definitivamente improduttivo. La desertificazione rappresenta una conseguenza estrema della perdita di produttività del suolo ed è accelerata dai cambiamenti climatici.
Ma quali strategie adottare per contrastare l’erosione accelerata del suolo e la desertificazione? Utilizzare colture “di copertura” durante i periodi in cui il suolo rimarrebbe privo di copertura vegetale; ridurre la pendenza dei pendii coltivati tramite terrazzamenti; eliminare dal suolo l’acqua in eccesso tramite opere di drenaggio (es. trincee drenanti); costruire delle barriere frangivento, piantando alberi disposti in modo da ridurre la velocità del vento e dunque la sua azione erosiva; recuperare alcuni elementi delle colture tradizionali (la rotazione delle colture, l’utilizzo di fertilizzanti naturali) sono solo alcune delle strategie da mettere in atto per contrastare l’azione erosiva degli agenti atmosferici e l’impoverimento del suolo.

Bibliografia:

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