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pubblicato il 8 giugno 2017 in acqua

Gente di mare

Il mare da sempre esercita sull’uomo un enorme fascino: storie, leggende, film, libri hanno per protagonista il gigante blu. Molti rimangono incantati a guardare il riflesso dell’acqua, poi c’è chi non riesce a resistere alla tentazione di un tuffo; altri, invece, sono affascinati dal mondo sottomarino. Ma al di là del potere evocativo e dei sogni ad occhi aperti che ci suscita, il mare, per molti, è anche luogo di lavoro. Cargo, mercantili, navi da crociera, piattaforme sono parole che rappresentano un mondo di professioni spesso sconosciute… Quale occasione migliore della Giornata Mondiale degli Oceani per fare un viaggio fra i mestieri del mare?

I mestieri del mare

Marinaio
Quando si parla di mestieri del mare, probabilmente uno dei primi lavori che ci salta in mente è il marinaio. Il mestiere del marinaio è uno dei più antichi che l’uomo abbia esercitato e certamente uno dei più faticosi. Ma di che cosa si occupa di preciso un marinaio? Al giorno d’oggi, il lavoro del marinaio non si svolge più esclusivamente a bordo di una nave: un marinaio, infatti, può lavorare anche sulla terraferma, ad esempio presso i porti turistici, seguendo le operazioni di ormeggio o la logistica dei servizi portuali. I compiti del marinaio di imbarcazione spaziano, invece, dal governare la nave, come le operazioni di approdo e di ormeggio, alla manutenzione dell’imbarcazione. Svolge inoltre assistenza alle persone imbarcate e altri servizi di bordo, quali ad esempio la preparazione dei pasti e gli approvvigionamenti. In Italia i marinai di professione sono immatricolati nella “gente di mare”, locuzione che indica il personale che lavora a bordo delle navi e che è iscritto a una capitaneria di porto.

Guardiano del faro
Una delle figure più suggestive legate al mare è sicuramente quella del guardiano del faro. Chi non ha mai pensato, almeno una volta nella vita, a cosa vuol dire vivere e lavorare in una di queste torri dove lo sguardo abbraccia il mare a 360 gradi?
Il guardiano del faro aveva l’importante compito di accendere la luce del faro al tramonto e spegnerlo all’alba, fornendo così un sicuro punto di riferimento per la navigazione marittima.

Faro di Punta Carena, isola di Capri, Italia.

Si tratta però di un mestiere in estinzione, poiché, grazie alle nuove tecnologie e all’automatizzazione, non è più necessaria la presenza quotidiana di una persona all’interno del faro. I guardiani non vivono più nel faro, ma intervengono soltanto per la manutenzione ordinaria e in caso di guasto. La conseguenza è che in tutto il mondo molti fari sono rimasti abbandonati per decenni, esposti all’incuria e alla furia degli elementi. Ma la loro posizione sul mare, spesso assai suggestiva, e la storia di cui sono carichi hanno portato a un rinnovato interesse per i fari negli ultimi anni. Alcuni sono diventati musei o sedi di associazioni storiche, altri sono stati trasformati in bellissimi alberghi o case di vacanza. Infatti, forti della loro posizione, quasi sempre mozzafiato, attirano tutti quei viaggiatori accomunati dal desiderio di diventare “guardiano del faro” anche solo per pochi giorni.

Archeologo subacqueo
Se il mare e la storia sono la vostra passione, l’archeologia subacquea è la professione che fa per voi! L’archeologia subacquea è  una branca dell’archeologia tradizionale nata poco più di mezzo secolo fa, che si occupa di studiare le testimonianze di civiltà passate rimaste sepolte sotto i fondali marini. Il mare, infatti, custodisce moltissimi reperti archeologici, per esempio racchiusi all’interno di antichi vascelli affondati. L’archeologo subacqueo ha proprio il compito di scovare e riportare in superficie queste preziose informazioni custodite nei  reperti e nei relitti subacquei. Grazie alle nuove tecnologie, gli archeologi sono in grado di arrivare su fondali che solo un secolo fa erano inimmaginabili. Come è facile immaginare, l’amore per il mare e la storia da soli non bastano per praticare questo mestiere. E’ fondamentale compiere studi appropriati, conseguendo una laurea in archeologia o in conservazione dei Beni Culturali. In seguito si potrà scegliere il proprio campo di specializzazione, divenendo esperti di archeologia fluviale, navale, lagunare o sottomarina. Inoltre, è necessario possedere i brevetti per le immersioni.

Rovine di un’antica città semi sommersa sull’isola di Kekova, Turchia. La città è stata distrutta da un terremoto nel secondo secolo d.C. e parte dei suoi resti si trovano sotto il livello del mare.

Il biologo marino
Quando si pensa a un biologo marino, spesso lo si immagina a seguire balene o a nuotare insieme ai delfini, sempre in giro per il mondo, magari a navigare per mari tropicali… In verità questa idea è spesso ben lontana dalla  realtà. I biologi marini che conducono quel tipo di vita sono una minima percentuale. Questo perché la biologia marina è una disciplina vastissima, che comprende numerose specializzazioni: il compito del biologo marino, infatti, è quello di studiare l’ecosistema marino, che comprende mari, oceani e zone salmastre… Quindi è facile intuire quanto questa scienza offra un “mare” di sbocchi professionali.
Generalmente il lavoro del biologo marino si suddivide tra attività sul campo, in cui raccoglie campioni di vita marina, e attività di laboratorio, in cui analizza dati e campioni prelevati, allo scopo di valutare lo stato di salute del mare. Per questo motivo i biologi marini sono professionisti le cui conoscenze devono spaziare fra più discipline, come ad esempio la chimica, la fisica, la biologia, la geologia e l’ecologia.
Per poter intraprendere questa carriera professionale è necessario possedere una laurea specialistica in Biologia marina. Gli sbocchi professionali sono molteplici: si spazia dalla ricerca scientifica al lavoro presso acquari o allevamenti ittici, da enti e associazioni che si battono per la tutela dell’ambiente a lavori in parchi marini, in centri acquatici, fino all’insegnamento e alla formazione.

Il lavoro in piattaforma
Un altro mestiere del mare – o meglio, mestieri del mare –  si svolge su una piattaforma di estrazione di petrolio o di gas. Si tratta di un lavoro molto duro, in condizioni ambientali non facili. Bisogna essere preparati a vivere distanti da casa, dagli affetti e dalle proprie abitudini, lontano dalla terraferma e dai punti di riferimento quotidiani. Per vivere su queste città galleggianti, inoltre, è necessario avere un forte spirito di squadra e lavorare gli uni per gli altri.
Sono molte sono le figure professionali che ruotano attorno a una piattaforma, non servono solo ingegneri o geologi: sono richiesti anche impiegati, operai, manutentori, sommozzatori, elettricisti, disegnatori, meccanici, idraulici, saldatori, addetti alla ristorazione, alle pulizie e alla sicurezza, e poi il personale sanitario. Oltre a un livello di specializzazione adeguato alla mansione che si va a svolgere, tra i requisiti richiesti per lavorare su una piattaforma ci sono la disponibilità a spostarsi, la resistenza allo stress, una buona forma fisica e la conoscenza della lingua inglese.

Lavoratori su una piattaforma petrolifera

Per approfondire: Eniday – Vado a vivere in offshore

Skipper
Quello dello skipper è sicuramente un mestiere attorno al quale aleggiano leggende e racconti avventurosi. Ma si tratta di un mestiere serio ed estremamente impegnativo, oltre ad essere carico di responsabilità: dagli aspetti tecnici, ai rapporti con le varie capitanerie e con gli ospiti a bordo. Quando l’imbarcazione è in acqua, lo skipper ha il comando assoluto sull’equipaggio e se ne assume tutte le responsabilità. Negli ultimi anni questo mestiere si è ampiamente diffuso nella nautica da diporto, ovvero nella navigazione effettuata in acque marittime e interne a scopi sportivi o ricreativi.

Oceanografo
Per l’oceanografo il mare non ha segreti. Quello dell’oceanografo è un mestiere forse poco conosciuto e consiste nello studio degli oceani e dei mari nel loro complesso. In particolare, questa disciplina si occupa di conoscere mari e oceani sotto tre diversi aspetti:

  • l’oceanografia fisica studia le proprietà chimico-fisiche di oceani e mari, i loro movimenti e lo scambio energetico tra oceano e atmosfera;
  • l’oceanografia biologica studia gli esseri viventi del mare e la loro ecologia;
  • l’oceanografia geologica si occupa di conoscere l’origine e la struttura dei bacini oceanici, nonché le rocce che li costituiscono e i sedimenti che vi si depositano.

Si tratta di un mestiere indispensabile: la conoscenza della profondità del mare, infatti, consente di solcare i mari in piena sicurezza e inoltre permette di eseguire costruzioni sottomarine, come ad esempio la posa di cavi per le telecomunicazioni, la realizzazione di impianti eolici in mare aperto e la posa di metanodotti e oleodotti.

Questi ovviamente sono solo alcuni esempi fra i tanti mestieri del mare. Se volete conoscerne altri, ecco alcuni approfondimenti:

a cura di Benedetta Palazzo

 
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