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pubblicato il 19 maggio 2017 in la vita

Camoscio appenninico: nati sei cuccioli

Agli inizio di maggio sono nati sei cuccioli di camoscio appenninico. Il camoscio appenninico (Rupicapra pyrenaica ornata) – una specie di ungulati che fino a qualche tempo fa popolava tutto l’Appennino centrale, dalle Marche alla Calabria – ha rischiato l’estinzione in diverse occasioni tra l’Ottocento e il Novecento, soprattutto a causa dell’impatto degli allevamenti. Nei primi anni del ‘900 la popolazione contava circa una trentina di esemplari, concentrati tutti in Abruzzo, in un’area ribattezzata la “Camosciara”. Fu allora che venne istituito il Parco nazionale d’Abruzzo, nel 1922, che consentì agli esemplari rimasti di ritrovare un equilibrio e di riprodursi, fino a raggiungere, in diverse generazioni, gli attuali 2000 esemplari, che oggi sono distribuiti soprattutto in cinque parchi: il Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, il Parco nazionale della Majella, il Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, il Parco nazionale dei Monti Sibillini e il Parco regionale del Sirente-Velino. Si tratta di una storia di successo, che dimostra quanto interventi di conservazione della fauna possano fare la differenza nella tutela della biodiversità.

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