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pubblicato il 5 maggio 2017 in la vita

Inquinamento acustico: quale effetto sulle aree protette?

Negli Stati Uniti, il rumore generato dalle attività umane è una minaccia per la sopravvivenza di molte specie animali e vegetali. A dirlo è un articolo pubblicato sulla rivista Science pubblicato lo scorso maggio ed elaborato da Rachel Buxton e dal suo team di ecologia del suono della California University.
Per portare avanti la loro ricerca, gli scienziati hanno raccolto informazioni da 492 aree protette site in territorio USA, dai parchi cittadini alle zone più remote, per un totale di circa 1,5 milioni di ore di registrazioni. Dall’indagine è emerso che nel 63% di queste aree i suoni sono più forti di circa il doppio di quanto dovrebbero essere. Questo significa, ad esempio, che la distanza a cui siamo in grado di sentire il canto di un uccello è doppia di quanto sarebbe senza inquinamento acustico. In alcune aree la situazione è ancora peggiore e raggiunge livelli di rumore più alti di dieci volte.
Ricerche precedenti hanno dimostrato che l’inquinamento acustico influenza il comportamento degli animali, compresa la loro ricerca del cibo. E questo impatta non solo la sopravvivenza e la salute delle specie animali, ma anche di quelle vegetali, che spesso dipendono dagli impollinatori e da altre specie indispensabili per la dispersione dei semi.

Per approfondire:

https://www.scientificamerican.com/article/human-noise-in-u-s-parks-threatens-wildlife/

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