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pubblicato il 22 marzo 2017 in ecosistemi

Il dilavamento stradale e l’inquinamento ambientale

Cos’è il dilavamento stradale?
Le piogge, durante la loro ricaduta al suolo, possono contaminarsi in due modi: in seguito alla dissoluzione di composti presenti in atmosfera a causa di eventi naturali e/o antropici (principalmente metalli, cloruri e sodio), oppure in seguito al fenomeno del dilavamento stradale. Proprio quest’ultima modalità è quella che può inquinare maggiormente l’ambiente, soprattutto nei primi minuti di piogge intense, le così dette “acque di prima pioggia”.
Può sorprendere sapere che tra le fonti d’inquinamento dell’acqua c’è la strada, percorsa ogni giorno da mezzi a motore di ogni tipo. Quando l’acqua piovana dilava le strade porta con sé le sostanze inquinanti depositate sull’asfalto dai veicoli.

Oil Polluted Street

Oli e idrocarburi depositati sull’asfalto a causa del traffico veicolare e riportati in soluzione in seguito a una precipitazione

La pericolosità ambientale di queste acque dipende dalla natura del suolo (struttura, pendenze, permeabilità, tipo di superficie, ecc.), dal tipo di usi del suolo stesso (agricolo, civile, produttivo, dei servizi, trasporti, ecc.) e quindi dalle sostanze che su di esso vengono disperse o ricadono dall’atmosfera a causa delle attività antropiche.
Si tratta di un inquinamento importante perché raccoglie una grande quantità di sostanze diverse, tutte potenzialmente pericolose, contenute nell’acqua piovana che pulisce l’asfalto e nelle particelle solide che si trovano su di esso (sedimenti stradali). Per esempio, con i gas di scarico e i lubrificanti si perdono piombo, idrocarburi, nichel e bromo. Ferro e cromo si staccano dalle carrozzerie corrose, mentre solfuri, cloro e cianuro sono dispersi attraverso i liquidi antigelo. Gli pneumatici, infine, depositano sull’asfalto minuscole particelle di gomma contenenti piombo, cadmio e zinco.

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Rifiuti presenti sul suolo e trascinati dagli eventi piovosi

 

Perchè sono importanti le acque di prima pioggia?
La legge nazionale di riferimento, il Testo Unico Ambientale (TUA) D.Lgs. 152/2006, definisce che in ogni evento meteorico le “acque di prima pioggia” corrispondono a una precipitazione della durata di circa 15 minuti, che corrisponde a 5 mm di altezza uniformemente distribuiti sulla superficie.
Le acque di prima pioggia hanno la capacità di dilavare le superfici stradali, sia trascinando la frazione più consistente di particolato, sia portando in soluzione gli agenti inquinanti che si sono depositati nel tempo tra un evento meteorico e l’altro (o nel tempo intercorso tra le operazioni di pulizia stradale).

spray from the car

Esempio di acqua piovana contaminata dal traffico stradale

 

Gli inquinanti presenti sulle superfici stradali provengono dalla deposizione atmosferica di tempo asciutto (di origine naturale o antropica), dal traffico veicolare (combustione dei carburanti, usura di pneumatici, parti meccaniche e impianto frenante dei veicoli, corrosione della carrozzeria dei veicoli, etc.), da rifiuti in prevalenza organici, dalla vegetazione, dall’erosione del manto stradale provocato dal traffico veicolare e dalla corrosione delle barriere.

Schema del dilavamento stradale e delle principali fonti di inquinamento https://www.nsa.gov/resources/everyone/commitment-to-environment/

Cosa esce dai gas di scarico dei mezzi di trasporto?
Le emissioni gassose dovute agli scarichi di autoveicoli possono ricadere sul territorio, più o meno vicino al punto di emissione, comportando un apporto di inquinanti sul suolo o nelle acque superficiali. I gas di scarico, oltre a vapore acqueo, anidride carbonica e azoto gassoso, contengono numerosi altri inquinanti quali: monossido di carbonio, idrocarburi incombusti, ossidi di azoto, ammoniaca, idrogeno solforato, solfuro di carbonile, anidride solforosa, solfati, composti organici dello zolfo, aldeidi, chetoni, fenoli, ammine organiche, nitroammine, alcool, idrocarburi policiclici aromatici, particolato, composti organici legati al particolato, metalli e composti metallici.

Cosa contengono le acque di dilavamento stradale?
I numerosi studi internazionali hanno dimostrato che molto spesso le concentrazioni di inquinanti misurate supererebbero i limiti e le indicazioni della normativa italiana, soprattutto per gli standard di qualità ambientale.
Di rilevante interesse è la concentrazione di idrocarburi (e di Idrocarburi Policiclici Aromatici) che supererebbero abbondantemente le indicazioni della normativa.
In uno studio condotto sui sedimenti profondi del lago Ontario (in Canada), è stata riscontrata un’elevata presenza di idrocarburi i cui apporti aumentavano in conseguenza dell’aumento dell’urbanizzazione del bacino di drenaggio, oltre che delle navi commerciali e ricreative presenti sul lago e nei fiumi tributari. Ad esempio nel Lago Washington la fonte maggiore di idrocarburi, secondo alcuni studiosi, è da imputare probabilmente al dilavamento dalle strade asfaltate presenti nel bacino di drenaggio, stimando che circa l’85% di idrocarburi petroliferi trovati nei sedimenti del lago derivavano proprio dal dilavamento ad opera delle precipitazioni atmosferiche. Le somiglianze tra gli incrementi di petrolio e di piombo hanno suggerito, inoltre, una connessione con i residui da scarichi di automobili. 

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Schema del dilavamento stradale e delle principali fonti di inquinamento Fonte: https://www.nsa.gov

Le acque di dilavamento stradale possono inquinare l’ambiente?
A livello internazionale, sono stati condotti numerosi studi che hanno mostrato come le acque e i sedimenti provenienti dal dilavamento di pavimentazioni stradali e delle rispettive pertinenze (parcheggi, aree di servizio, piazzole di sosta, ecc.) possono essere molto contaminati e causare un rilevante impatto negativo sulla qualità dell’ambiente (acque superficiali, acque sotterranee, suolo, sedimenti fluviali e lacustri).
Nella tabella si riportano le principali categorie di inquinanti contenuti nelle acque di dilavamento superficiale suddivisi per categoria, parametri, fonti che ne determinano la presenza e relativi effetti sull’ambiente.

Principali categorie di inquinanti contenuti nelle acque di dilavamento superficiale, fonti ed effetti.

Principali categorie di inquinanti contenuti nelle acque di dilavamento superficiale, fonti ed effetti

È importante sottolineare che in genere non è possibile trovare acque di dilavamento stradale prive di inquinanti. Di conseguenza è molto importante che le acque e i sedimenti da dilavamento stradale, soprattutto lungo strade molto trafficate o prospicienti aree sensibili dal punto di vista ambientale, vengano trattate in modo adeguato prima del rilascio nell’ambiente.
La normativa di riferimento indica anche che le acque di prima pioggia devono essere recapitate, nel rispetto dei limiti di emissione, in ordine preferenziale in fognatura, nei corpi idrici superficiali, sul suolo o negli strati superficiali del sottosuolo, ed eventualmente essere prima sottoposte a trattamenti per la riduzione del contenuto di inquinanti.

a cura di Dario Colucci

Fonti:

  • Ball J.E., Jenks R. e Ausborg D. (1998). An assessment of availability of pollutant constituents on road surfaces. The Science of the Total Environment, 209, 243-254.
  • Da Deppo L. (2011). Raccolta e trattamento delle acque di prima pioggia. IX giornata sul drenaggio urbano sostenibile. Università di Brescia.
  • Fabiani C., Donati A., De Gironimo G., Bernabei S., Dell’osso D., Munafò M., Cecchi G. (2006). Strumenti per la valutazione degli impatti provocati dalle acque di prima pioggia nelle aree urbane. APAT (in http://www.isprambiente.gov.it/files/pubblicazioni/statoambiente/ambiente-urbano-3-2006/appendice.pdf).
  • Papiri S. e Todeschini S. (2004). Qualità e controllo delle acque di dilavamento di infrastrutture viarie. Università degli Studi di Pavia.
  • Testo Unico Ambientale, D.Lgs. 152/2006 e s.m.i
  • U.S. EPA (1993). Handbook of Urban Runoff Pollution, Prevention and Control Planning. EPAI625/R-93-004 September 1993.
  • Wakeham SG (1977a). A characterization of the sources of petroleum hydrocarbons in Lake Washington. J. Water Pollut Control Fed 49: 1680-1687
  • Wakeham SG (1977b) Hydrocarbon budget for Lake Washington. Limmol Oceanogr 22:952957.
  • Bourbonniere and Meyers. Sedimentary geolipid records of historical changes in the watersheds and productivities of Lakes Ontario and Erie. Limnol. Oceanogr., 41(2), 1996, 352-359 0 1996, by the American Society of Limnology and Oceanography, Inc.

 

 

 
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