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pubblicato il 14 marzo 2017 in ecosistemi

Svelato il mistero delle maree rosse

Per più di un secolo gli scienziati si sono chiesti che cosa fosse all’origine delle cosiddette “red tides” – letteralmente, le “maree rosse” – quel fenomeno per cui l’accumulo di alghe sulla superficie del mare in prossimità delle coste conferisce all’acqua un colore rosso-bruno. Lo stesso per cui di notte, quando a riva si infrangono le onde, può capitare di assistere al magico spettacolo di una luce blu fosforescente che si manifesta immediatamente sotto alla superficie. Si tratta di una sorta di “fioritura”, affascinante quanto potenzialmente pericolosa perché queste “esplosioni” di alghe possono diventare tossiche e causare morie di pesci, avvelenamento di molluschi, problemi respiratori negli essere umani e nei mammiferi marini.
Grazie a un nuovo approccio che considera gli ecosistemi marini nel loro insieme e non come scomponibili in più pezzetti, gli scienziati sono riusciti a costruire un modello complesso in grado di prevedere le maree rosse. Molti i fattori che entrano in gioco, tra cui la stabilità della colonna d’acqua e la concentrazione di nutrienti in superficie.

Per scoprirne di più:
https://www.sciencedaily.com/releases/2017/03/170313134951.htm

 

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