dcsimg

spazio

20 luglio 2016: 40 anni fa il lander Viking 1 atterrava su Marte

Il 20 luglio di 40 anni fa il lander Viking 1 atterrava sul suolo di Marte ed entrava nella storia come la prima missione spaziale della NASA ad effettuare con successo un atterraggio sul quarto pianeta del Sistema Solare (tutte le missioni internazionali su Marte: NASA Mars Exploration).

image

Logo della missione Viking. Crediti: NASA

La missione Viking per lo studio del pianeta Marte, dichiarata conclusa il 21 maggio 1983, era costituita da due sonde gemelle, Viking 1 e Viking 2, ognuna delle quali composta da un modulo orbitante (orbiter) e un modulo di atterraggio (lander). Gli obiettivi primari della missione erano ottenere immagini ad alta risoluzione di Marte, caratterizzare la struttura e la composizione sia dell’atmosfera sia della superficie del pianeta e ricercare tracce di vita aliena.
Il Viking 1 fu lanciato il 20 agosto 1975, il Viking 2 il 9 settembre 1975, entrambe da Cape Canaveral (Florida, USA); la prima sonda raggiunse l’orbita di Marte il 19 giugno 1976, la seconda il 7 agosto 1976. Viking 1 rimase in orbita per circa un mese, prima che fosse avviata la procedura di atterraggio, riprendendo numerose immagini della superficie marziana alla ricerca del luogo più adatto al fine di effettuare un atterraggio morbido sulla superficie del pianeta. Finalmente, il 20 luglio 1976 (40 anni fa), il lander del Viking 1 si staccò dall’orbiter e atterrò sulla superficie di Marte, nel sito Chryse Planitia (Plains of Gold), una pianura vicina a quella originariamente programmata come destinazione (giudicata non adatta dopo lo studio effettuato sulle immagini). Il 3 settembre 1976 toccò invece a Viking 2 atterrare nel sito Utopia Planitia.

image

Orbiter e Lander della missione Viking. Crediti: NASA

La durata prevista della missione era di 90 giorni a partire dal momento dell’atterraggio, ma sia i lander sia gli orbiter continuarono a operare ben oltre i termini previsti. L’orbiter di Viking 1 rimase operativo fino al 7 agosto 1980, quello di Viking 2 fino al 25 luglio 1978, sino a esaurimento del carburante necessario a mantenere i pannelli solari orientati verso il Sole. I due orbiter, che avevano compiuto 1.489 orbite intorno a Marte, inviarono alla NASA migliaia di immagini del pianeta rosso, con risoluzione compresa tra 300 e 150 metri per pixel e, in alcune particolari regioni, addirittura di 8 metri per pixel (immagini ad alta risoluzione per quegli anni). Le trasmissioni coi lander, invece, cessarono l’11 novembre 1982 (Viking 1) e l’11 aprile 1980 (Viking 2). La missione fu dichiarata definitivamente terminata il 21 maggio 1983, più di 6 anni e mezzo dopo la data prevista inizialmente dai progettisti. Le sonde Viking portavano con sé molta strumentazione scientifica. Dobbiamo a questa missione non solo la prima foto a colori del suolo marziano e la famosa immagine del Volto di Marte (celebre caso di pareidolia), ma anche una tale mole di dettagliati dati scientifici da suscitare tutt’oggi discussioni e revisioni.

image

La prima foto a colori del suolo marziano (lander Viking 1) e l’immagine del Volto di Marte (orbiter Viking 1). Crediti: NASA

Temperature artiche furono misurate dai lander nei siti di atterraggio (tra 150 e 250 °K, cioè tra -123 e -23 °C); furono osservate tempeste di sabbia stagionali, cambiamenti di pressione atmosferica e spostamenti di gas atmosferici tra le calotte polari; un solo evento di probabile origine sismica fu rivelato dal sismometro durante tutta la durata della missione. Inoltre le sonde Viking condussero tre esperimenti di ricerca biologica per cercare di scoprire se vi fosse vita sul pianeta rosso: l’esperimento di scambio gassoso GEX (Gas EXchange), l’esperimento di emissione pirolitica PR (Pyrolytic Release) e l’esperimento di emissione marcata LR (Labeled Release). Sebbene i dati raccolti, relativi alla composizione del suolo e dell’atmosfera marziana, non fornirono all’epoca traccia di reazioni chimiche di tipo organico e dell’esistenza di microorganismi nel terreno, un riesame del 2012 ha suggerito che le sonde avevano scoperto l’esistenza di forme di vita microbica sul pianeta rosso (per saperne di più: International Journal of Aeronautical and Space Sciences).

a cura di Enzo Scasciamacchia 

Sitografia
Mars.nasa.gov
jpl.nasa.gov/history/index_timeline.htm
nssdc.gsfc.nasa.gov
ijass.org/PublishedPaper/year_abstract.asp?idx=132

Con il patrocinio del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca
 
Eni S.p.A. - P.IVA 00905811006