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pubblicato il 18 aprile 2016 in la vita

Nuovi rami per l’albero della vita

I ricercatori delle sedi di Berkeley e Santa Cruz dell’Università della California, attraverso una complessa analisi genomica, hanno scoperto che l’albero della vita – il diagramma che riassume le relazioni evolutive tra organismi – è molto più complesso di quanto si è pensato fino a oggi. Lo studio – pubblicato sulla rivista scientifica Nature Microbilogy – ci svela che gran parte della biodiversità della Terra è costituita da microrganismi di cui fino a poco fa non si sospettava neppure l’esistenza. Infatti, se la rappresentazione delle relazioni nell’albero della vita è molto precisa per gli organismi superiori, conserva ancora molte zone d’ombra per quel che riguarda il mondo microscopico. Secondo questo nuovo studio la maggior parte della biodiversità del pianeta trova proprio in questa regione dell’albero della vita.
I ricercatori sono riusciti a trovare così tante nuove specie di batteri perchè sono andati a cercarle direttamente sul campo. Molte di esse, infatti, non sono in grado di sopravvivere al di fuori del loro habitat, perchè solo legati ad altri organismi in veste di parassiti, simbionti o spazzini. La consistenza numerica di questo gruppo di batteri è stata ampiamente sottovalutata proprio perché finora non sono stati oggetto di studio. La maggior parte dei nuovi batteri è stata scoperta in ambienti estremi tra cui le sorgenti calde del Yellowstone National Park, i sedimenti salini del deserto di Atacama, le zone umide del Cile, ma è stata esaminata anche la flora batterica ospitata dalla bocca di un delfino. L’identificazione di questi batteri ha rappresentato una vera impresa tecnologica e informatica: non potendo essere isolati, infatti, i ricercatori hanno fatto ricorso alla genomica ambientale, prelevando e sequenziando contemporaneamente intere comunità batteriche presenti nei diversi campioni.
Secondo i ricercatori questa incredibile diversità indica che esiste un impressionante numero di organismi che stiamo appena cominciano a conoscere e che potrebbe trasformare la nostra idea della biologia.

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