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Alberi “mangia” CO2

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Se un albero “mangia” la CO2 producendo ossigeno, è facile intuire l’importanza che ha nel ridurre la concentrazione di anidride carbonica prodotta dalle nostre attività. Quindi gli alberi, oltre a ripulire l’aria, ci aiutano a ridurre l’effetto serra generato dall’aumento costante di CO2. Pensa che un faggio di 100 anni “mangia” 2,5 kg di CO2 ogni ora e libera 1,7 kg di ossigeno in aria, pari all’ossigeno respirato da 10 persone. Durante questo processo viene traspirata una notevole quantità di acqua migliorando così il microclima, è come se fossimo “rinfrescati” da 5 condizionatori d’aria che funzionano ininterrottamente per 10 ore! Piantando 10 alberi di noce si assorbono le emissioni di gas serra generate dalla nostra abitazione mentre ce ne vogliono 19 per equilibrare la CO2 prodotta dalle 2 auto della nostra famiglia. Ovviamente questo funziona solo per le piccole dimensioni: un’intera nazione, infatti, non può assorbire tutta la sua CO2 soltanto piantando alberi! L’Italia emette infatti 670 milioni di tonnellate di anidride carbonica all’anno, quindi dovremmo piantare 1.340.000 km2 di boschi di noce, 4 volte tanto l’Italia intera. Un piccolo ma importantissimo gesto per l’ambiente è, comunque, piantare un numero di alberi necessario almeno a coprire la personale produzione di CO2. Molti altri tuoi gesti possono fare la differenza! Per imparare quanto tu singolo cittadino possa contribuire al benessere del nostro pianeta grazie a piccoli accorgimenti quotidiani, vai a vedere i nostri consigli per non inquinare.

 

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