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pubblicato il 14 dicembre 2011 in acqua

Centenario della conquista del Polo Sud

La conquista del Polo Sud
Nel 2011 si celebra il primo centenario di un’impresa memorabile, la conquista del Polo Sud. Il 14 dicembre 1911, esattamente 100 anni fa, infatti, il norvegese Roald Amundsen raggiunse per la prima volta il Polo Sud. Amundsen partì il 20 ottobre 1911 con quattro compagni, tre slitte e trentasei cani. Superando catene montuose e crepacci, raggiunse quota 90° di latitudine sud, l’agognato Polo Sud. Dopo circa due mesi, Amundsen riuscì a piantare la bandiera norvegese, 35 giorni prima del suo rivale, il britannico Robert Falcon Scott. Dal momento che nessuna delle due spedizioni aveva portato con sé l’ ingombrante telegrafo senza fili, l’unica apparecchiatura che avrebbe consentito loro di comunicare direttamente dal Polo, il successo della spedizione di Amundsen fu reso noto solo il 7 marzo 1912.
Là dove Amundsen piantò la bandiera norvegese, sorge oggi la base americana Amundsen-Scott South Pole Station, in onore dei due esploratori.

Le tappe verso la scoperta dell’Antartide
L’Antartide è l’ultimo continente del nostro Pianeta a essere stato scoperto ed esplorato. Infatti, sebbene ipotizzata fin dall’antichità, la sua esistenza fu dimostrata soltanto nella prima metà del 1800. Il primo che tentò di raggiungere l’Antartide fu il grande navigatore James Cook che, al comando dei velieri Resolution e Adventure, nel 1774 oltrepassò per la prima volta al mondo il circolo polare antartico. Durante la navigazione al di là del circolo polare antartico Cook riuscì ad avvistare solo i numerosi iceberg che si staccano dalla banchi
sa del continente. La pericolosità dei mari antartici, infatti, lo indusse a ritenere il continente inavvicinabile tanto da affermare che nessuno sarebbe stato in grado di raggiungerlo. Cook, però, non aveva considerato la tenacia e la grande voglia di esplorazione e conoscenza che caratterizza gli uomini. La spedizio
ne di Cook, infatti, fu solo la prima di una lunga serie di esplorazioni alla scoperta dell’Antartide. Nel 1820 Thaddeus von Bellingshausen, in una spedizi
one organizzata dallo Zar Alessandro I, fu il primo a scorgere il continente mentre il primo a toccare il suolo antartico fu il francese Dumont d’Urville, che nel 1837 mise piede su una piccola isola rocciosa, abitata da pinguini, vicino al continente antartico. Nel 1839 l’inglese James C. Ross comincia l’esplorazione dell’Antartide, a partire dalla Terra Vittoria (nome dato in onore della regina d’Inghilterra), raccogliendo numerosi campioni biologici e geologici. Dopo spedizione di Ross ne seguirono altre, volte non sono all’esplorazione del continente ma anche al raggiungimento del Polo Sud, il punto più meridionale del nostro pianeta. Due spedizioni avevano provato a raggiungere il Polo Sud prima di Amundsen. Scott ne aveva guidata una dal 1901 al 1904 ed Ernest Shackleton un’altra dal 1907 al 1909. Entrambe le spedizioni avevano mancato di poco la meta.

1911: la corsa verso il Polo Sud
Nel 1911 il continente antartico fu teatro di una delle più impegnative esplorazioni che l’uomo abbia mai compiuto. Due esploratori, il norvegese Roald Amundsen e il britannico Robert Falcon Scott, furono protagonisti, infatti, di una vera e propria gara per la conquista del Polo Sud.
Quando Amundsen arrivò in Antartide, Scott era impegnato nell’esplorazione del territorio antartico e nella raccolta di campioni e altro materiale scientifico. Scott, infatti, era giunto in Antartide non solo con l’obiettivo di raggiungere il Polo Sud ma soprattutto con la sete di nuove scoperte scientifiche. L’arrivo di Amundsen, quindi, fu per lui una sorpresa: l’esploratore norvegese, infatti, avrebbe dovuto trovarsi a 19.000 km di distanza, diretto verso il Polo Nord, ma aveva cambiato obiettivo e si era diretto verso l’Antartide in cerca di onore e gloria.
Quella che per Scott era iniziata come una tranquilla spedizione esplorativa si tramutò ben presto in una vera e propria gara alla conquista del Polo Sud. Amundsen, infatti, esperto sciatore, guidatore di slitte da cani ed esploratore artico (nel 1905 era stato il primo ad attraversare il passaggio a nord-ovest sopra il Canada), a differenza di Scott, aveva un unico obiettivo: raggiungere per primo il Polo Sud. Partì il 20 ottobre del 1911 insieme ad altri quattro esploratori utilizzando slitte trainate da cani e sci, per muoversi agevolmente e velocemente. Scott, invece, non programmò altrettanto bene la sua traversata: utilizzò pony della Manciuria, motoslitte, che si rivelarono ben presto difettose, e cani da slitta, che nessuno sapeva condurre. La migliore organizzazione della spedizione di Amundsen fu evidente: l’esploratore norvegese, infatti, raggiunse il Polo Sud per primo, il 14 dicembre del 1911, dopo circa due mesi di viaggio, precedendo Scott di ben 35 giorni. La spedizione britannica, composta da Scott, Edward Wilson, Edgar Evans, Lawrence Oates e da Henry Bowers, raggiunse il Polo Sud tra il 17 e il 18 di gennaio del 1912. La delusione dei cinque esploratori fu enorme quando si resero conto che Amundsen li aveva preceduti: sul ghiaccio, infatti, svettava la bandiera norvegese.
Anche per il viaggio di ritorno, la preparazione di Amundsen si rivelò nettamente superiore a quella di Scott. Amundsen e i suoi compagni tornarono al campo base in sole cinque settimane, grazie alla strada tutta in discesa e alle condizioni meteorologiche favorevoli. Non altrettanto fortunata fu la spedizione di Scott. I cinque esploratori britannici trovarono condizioni meteorologiche avverse, un eccezionale freddo e tempeste di neve che resero difficile la progressione con le slitte. Il primo che perse la vita nella marcia di rientro fu Evans, che si era infortunato in seguito ad una caduta. Poco dopo peggiorarono le condizioni di Lawrence Oates ,tanto da ostacolare la marcia degli altri membri della spedizione. Quando Oates si rese conto di avere poche possibilità di sopravvivenza, ma soprattutto di rappresentare un rischio per i rimanenti membri della spedizione, abbandonò volontariamente la tenda durante una tempesta di neve. Il gesto di Oates fu inutile. I cadaveri dei tre rimanenti membri della spedizione furono trovati, dentro la tenda, sei mesi dopo, a soli 18 km da un grande deposito di viveri allestito per la loro spedizione. Insieme a loro, la squadra di soccorso ritrovò i diari della spedizione, i preziosi campioni che Scott aveva continuato a raccogliere durante tutto il viaggio e una macchina fotografica

A cura di Benedetta Palazzo

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