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Qualche curiosità sugli idrati di metano

Non solo energia
La fusione delle celle di ghiaccio, oltre a liberare metano gassoso, produce anche un’altra importante sostanza: acqua dolce. Gli idrati di metano sono anche una riserva di acqua dolce, che potrebbe anche essere utilizzata a scopo potabile. L’energia e i costi per produrla potrebbero, tra qualche anno, essere inferiori ai costi per potabilizzare e desalinizzare acqua marina: l’acqua potabile potrebbe in pratica essere un “prodotto di scarto” della produzione di metano dagli idrati.
Un altro possibile utilizzo della singolare proprietà del metano di formare idrati è stato studiato in Norvegia allo scopo di trasportare il metano in modo più economico. Attualmente il metano viene trasportato in forma liquida, in genere con apposite navi. Per ottenere il passaggio di stato da gassoso a liquido, il metano deve essere mantenuto ad una temperatura di – 180°C, con un costo e un consumo energetico molto elevati. Poterlo trasformare in idrati di metano, stabili a temperature di soli – 15°C, sarebbe un grandissimo risparmio in termini di costi, ma anche di energia necessaria al processo. Sarebbe anche un vantaggio intermini di sicurezza: gli idrati di metano bruciano, ma non esplodono.
Composti problematici
Gli idrati di metano sono noti da tempo perchè sono anche fonti di problemi tecnici. Per esempio idrati di metano indesiderati si formano nelle condutture dei metanodotti in zone artiche, a causa delle basse temperature.
Nel corso di trivellazioni petrolifere per lo sfruttamento di giacimenti sui fondali o in zone di permafrost, invece, la presenza di idrati di metano riscaldati dall’attrito delle teste di perforazione provoca il rilascio di grandi quantità di gas. Il metano è esplosivo e infiammabile e può diventare una fonte di pericolo. A parte il pericolo di incendi e esplosioni, la liberazione in acqua di grandi quantità di gas può provocare turbolenze in superficie, che possono creare problemi alle strutture di perforazione e alla imbarcazioni presenti.
Una curiosità
Alcuni ricercatori hanno avanzato un’ipotesi molto suggestiva: la zona delle Bermuda coincide con una delle zone più ricche di idrati del pianeta. In corrispondenza del rilascio di grandi quantità di metano liberato dalla destabilizzazione degli idrati sul fondale, le acque marine diventerebbero improvvisamente ricchissime di bolle gassose e ribollirebbero, diventando meno dense. La minor densità dell’acqua diminuirebbe la spinta di galleggiamento, causando l’inabissamento di ogni eventuale imbarcazione di passaggio… Questo spiegherebbe anche alcuni particolari, come la presenza costante di “nebbia” durante le sparizioni, ma non spiega, però, la scomparsa di aerei … Si tratta di un’ipotesi affascinante, ma un po’ ai confini della realtà e non ancora approvata dalla comunità scientifica

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