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Miti e leggende del bosco

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Dalle ombre scure e misteriose dei boschi prendono vita esseri favolosi che da centinaia di anni popolano i sogni degli uomini. Miti e leggende si occupano di descriverli nei minimi particolari: esseri stravaganti, benevoli o malevoli, a seconda dei sentimenti che la gente nutre nei loro confronti. Queste entità favolose abitano nelle corolle dei fiori, sotto gli ombrelli dei funghi più strani e negli anfratti delle rocce ricoperte di muschi. Si chiamano elfi, gnomi, folletti, e tra essi ci sono anche creature femminili…
Le fate
Tra questi troviamo, ad esempio, le fate, esseri soprannaturali che assistono alla nascita degli uomini per influenzare le loro vite in modo positivo o negativo. Si pensa che l’etimologia del termine “fata” derivi dalla parola latina “Fatum o fato” (destino). Questo nome venne dato alle Parche che, secondo gli antichi Greci, erano la trinità femminile padrona del destino umano, e tessevano la trama del tempo. Le Bancshee erano invece fate celtiche e con le loro strida annunciavano in tutto il mondo pagano l’arrivo di disgrazie. In Asia le “Peri” venivano raffigurate con ali colorate, si nutrivano del profumo dei fiori e si rivestivano di raggi di sole. Ci sono poi le fate slave, come la “Fatit “albanese, che vola a cavallo di farfalle, e dopo la nascita di un bambino si trova attorno alla sua culla per decidere se la sua vita sarà fortunata o carica di sventure. La fata in tutte le tradizioni resta comunque uno spirito della Natura, inteso come l’incarnazione di una forza benevola e a volte malevola; quest’ultima in seguito darà origine al mito delle streghe.

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