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Come si diventa astronauti?

Chi da bambino alla domanda: “ cosa vuoi fare da grande?” non ha risposto l’astronauta? L’idea di librarsi come un uccello ed esplorare lo spazio affascina l’uomo da sempre ma dietro al mestiere dell’astronauta si celano anche difficoltà da affrontare e rischi da correre.
Siete ostinati e volete comunque volare nello spazio?… Bene, non sarà facile!
Prima cosa avrete da affrontare una concorrenza spietata: alle ultime selezioni all’EAC (European Astronaut Centre) dell’ ESA sono arrivate più di 22 000 candidature. Circa 5000 hanno avuto una buona qualificazione, ma ad oggi solo 9 persone sono membri ufficiali dell’ European Astronaut Corps. Cosa li rende così speciali?
Innanzitutto l’esperienza: circa la metà degli astronauti ha iniziato la propria carriera nell’aviazione, accumulando un numero consistente di ore di volo, e ha approfondito lo studio di materie quali scienza o ingegneria aerospaziale.
L’altra metà degli astronauti è costituita perlopiù da fisici che lavorano o hanno lavorato presso centri di ricerca di altissimo livello. Una piccola parte ha un’esperienza in campo medico, con grandi interessi aerospaziali.
Non vi devono mancare poi determinazione e motivazione: gli astronauti non sono dei superman, piuttosto devono dimostrare di possedere un livello di pazienza superiore alla media. Per ogni ora passata nello spazio, devono affrontare centinaia o migliaia di ore di esercitazione. Ogni astronauta inoltre deve fronteggiare diversi inconvenienti legati alla vita nello spazio. In condizioni di microgravità si può andare incontro a problemi fisici e si possono sperimentare sensazioni che non corrispondono alla realtà: movimenti rapidi e discontinui degli occhi, stordimento, vertigini e capogiri. Attività motorie come una semplice passeggiata possono rappresentare una vera e propria sfida.
Oltre la metà degli astronauti manifesta la cosiddetta “sindrome di adattamento spaziale” o “sindrome del moto spaziale”. I sintomi includono irrequietezza, sonnolenza, disorientamento, sudore, mal di testa, inappetenza e nausea improvvisa. Inoltre la permanenza in microgravità porta ad una perdita progressiva della massa ossea con rischi elevati di osteoporosi. Una volta tornati sulla Terra gli astronauti, con allenamenti e cure, recuperano la loro forma, ma, ad oggi, non è chiaro se ci sia un ritorno allo stato iniziale oppure rimanga qualche deficit.Se avete quindi i requisiti adatti, il coraggio e la determinazione giusta per affrontare le difficoltà, siete le persone giuste per spiccare il volo!

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